Il Real Madrid nella ripresa però avrebbe sofferto meno

16.01.2021 20:00 di Stefano Severi   Vedi letture
Il Real Madrid nella ripresa però avrebbe sofferto meno

1. Freno un attimo l’euforia per la strepitosa vittoria di oggi e dedico i primi due punti a un tema leggermente diverso. Anche oggi sabato 16 gennaio 2021 in Italia abbiamo registrato oltre 16mila nuovi casi di Covid e quasi 500 morti. È giusto che la vita prosegua ma giocare a calcio in uno scenario del genere non è per nulla scontato, e bisogna rendersene conto.

2. La curva dei contagi che non si appiattisce non è pura statistica: si materializza in una pressione immane in chi ci deve curare, nelle strutture sanitarie e nel personale tutto: medici, infermieri e sanitari. Negli altri lavori esiste lo sciopero, possibilità a loro non concessa per ovvie ragioni: sarebbe quindi utile non dare per scontato il loro sacrificio anche mentre noi parliamo di calcio. E pensare a questo prima di richiedere ristori o sgravi fiscali per il calcio, in un momento in cui sono tantissime le categorie lavorative flagellate dal virus, è una grave mancanza di rispetto. Se non lo si fosse capito è un richiamo alla serietà anche per il nostro presidente Corrado Augusto Patrignani.

3. Finita la pesante parentesi, torniamo al calcio giocato. Oggi il Cesena ha compiuto un piccolo capolavoro: ha messo al sicuro la partita nel primo tempo grazie ad un giro palla degno di una grande squadra e ha resistito alla grande al ritorno dell’Arezzo nella ripresa.

4. Si sarebbe potuto fare di più? Certo, il Cesena avrebbe potuto soffrire di meno nel secondo tempo. Sono certo che il Real Madrid contro questo Arezzo avrebbe sofferto molto meno nella gestione del vantaggio. Noi con i cambi di Viali invece siamo stati schiacciati e, pur avendo avuto le due più nitide palle gol della ripresa, abbiamo sofferto.

5. Lesa maestà: probabilmente domani o nei prossimi giorni leggeremo le sempre puntuali spiegazioni del Maestro per capire le ragioni di questa involuzione a partita in corso. E per capire che la colpa di tutto, come sempre, è di Petermann e che il Cesena deve cercare un suo sostituto in questa sessione di mercato invernale.

6. È innegabile che un regista di categoria superiore potrebbe aiutare questa squadra: è una settimana che su certa carta stampata si leggono le solite frottole sul mercato e su Davide Agazzi che oggi ha firmato col Vicenza, in serie B. Allora è opportuno ritornare nella dimensione nella quale è stata costruita questa squadra: crescita dei giovani e salvezza tranquilla.

7. La partita di Arezzo è stata perfetta per questa squadra, inutile girarci intorno. Viali lo aveva detto chiaramente che non sarebbe stato possibile, in primis per il diverso atteggiamento tattico dell’avversario più propenso al wrestling e meno al gioco, ripetere quello mostrato contro il SüdTirol. E così è stato: la squadra di Camplone non aveva nessun under in campo, ha menato come una rappresentativa di boscaioli ed è stata più volte graziata dal direttore di gara. Ma ha perso 2-0.

8. Torniamo al Cesena e a quello che ha costruito Viali: girone d’andata chiuso a 35 punti: nei precedenti campionati a 20 squadre il secondo posto finale si raggiungeva a quota 70. Adesso alzi la mano chi in estate, ma ancor di più dopo le prime giornate, si sarebbe aspettato di vedere il Cesena così in alto.

9. Questa squadra impressione per la qualità del gioco: anche oggi nel primo tempo i bianconeri quando hanno alzato il baricentro hanno fatto perdere la testa all’Arezzo. Pressing alto, verticalizzazioni fulminanti e cambi di gioco sempre molto precisi hanno mandato in tilt l’impianto di gioco di Camplone. 

10. Chiudiamo così, con una vittoria nella città degli esteti, l’Arezzo di Maria Elena Boschi e Andrea Scanzi, i due che si considerano più belli di Narciso (almeno Scanzi è davvero bravo). E vinciamo con una partita divisa a metà tra bel gioco (sì, proprio lui) nel primo tempo e cuore e sofferenza nella ripresa. Ce n’è a sufficienza per essere contenti.