Perticone: “Cittadella, puoi farcelA. Il Cesena? Mercoledì sono stato male…”

L’ex capitano bianconero è pronto in vista della doppia finale play-off contro il Venezia: “Qui non ci sono fighetti, vogliamo la A. Ho consigliato al mio amico Di Gennaro di rimanere…”
21.05.2021 19:00 di Flavio Bertozzi   vedi letture
Perticone: “Cittadella, puoi farcelA. Il Cesena? Mercoledì sono stato male…”

C’è il giocatore… classico. Il giocatore glaciale. Il giocatore – magari pure mercenario – che fa il fighetto spocchioso sempre e comunque. Il giocatore – magari anche allergico al congiuntivo – che fa il Grande Fenomeno super-impegnato anche se si sta giocando soltanto uno smerdato posto per la serie D. E poi c’è il giocatore… speciale. Il giocatore romantico. Il giocatore che non si scorda mai del suo passato, dei suoi vecchi amori, dei suoi vecchi amici. Il giocatore che è sempre disponibile, anche se magari si sta giocando un posto per la serie A. Ecco, sì. In questa seconda categoria c’è anche l’inossidabile Romano Perticone. Un vecchio (ma non troppo) ministro della difesa che, a trentaquattro anni, potrebbe presto togliersi l’ennesima gioiA.

Perticone, il suo Cittadella sogna ad occhi aperti il Paradiso.
“Siamo rimasti in lizza noi e il Venezia. Ancora un paio di partite (domenica la finale d’andata in Veneto, giovedì il secondo atto in Laguna, ndr) e conosceremo il nostro destino…”.

Ieri in semifinale, il Monza, vi ha fatto sudare sino alla fine.
“Nonostante il 3-0 a nostro favore dell’andata, eravamo ben consapevoli che la seconda sfida a casa di Balotelli non sarebbe stata una passeggiata. Dopo il loro 2-0 siglato a un quarto d’ora dalla fine, lo ammetto, abbiamo tremato. Ogni minuto che passava era per noi una piccola vittoria. Alla fine è andata bene…”.

Col Venezia sarà battaglia.
“Siamo arrivati a un passo dal traguardo, faremo di tutto per coronare questo nostro grande sogno. Ma, ci tengo a sottolinearlo, comunque vada per noi sarà un successo. Perché il Cittadella, anche quest’anno, ha fatto qualcosa di speciale”.

Questo piccolo ‘grande’ Cittadella non smette mai di stupire.
“Chi vuole stare qui deve dare sempre il 110%, altrimenti aria. A Cittadella non ci sono primedonne o fighetti. Qui, una testa calda, non ci potrebbe stare. Qui si respira ancora il calcio di una volta. Quello sano, quello romantico, quello umano, quello di provincia. Qui, a fine allenamento, i giocatori si lavano ancora gli scarpini e i palloni da soli…”.

In questo disgustoso ed abominevole calcio malato ci vorrebbero (almeno) altre dieci Cittadella…
“A Cittadella prima si guarda al bilancio. E poi al campo. In questo club abbiamo poi pochissimi punti di riferimento, ma tutti credibili. Tutti fortissimi. Come il Direttore. O mister Venturato”.

Per voi la A è davvero a un passo. Il Cesena, invece, ha già riposto nel cassetto i suoi sogni cadetti.
“Chi mi conosce sa bene che io non sono un ‘semplice’ ex bianconero. No, io sono un vero e proprio tifoso del Cesena. Uno che, se perde il Cesena, soffre come un cane. Ecco, ve lo dico chiaro e tondo: mercoledì, vedendo il Cavalluccio perdere in quel modo al 98', sono stato davvero malissimo…”.

Il Matelica, come filosofia societaria, assomiglia un po’ al Cittadella?
“Non saprei. Ma vi dico una cosa: se mercoledì ci fossero stati i tifosi al Manuzzi, il Matelica non sarebbe neppure sceso in campo. Non ci sarebbe stata storia. Sarebbe finita in goleada. Il Cesena avrebbe vinto ad occhi chiusi…”.

Anche senza pubblico San (Di) Gennaro era comunque quasi riuscito a fare il miracolo. Da solo. O quasi.
“Lo sento spesso, Davide. Io e lui ci conosciamo da una vita. Visto che siamo nati nel settore giovanile del Milan e che poi abbiamo giocato insieme anche a Modena, Livorno e Salerno. Ci siamo sentiti anche dopo Cesena-Matelica…”.

Come l’ha trovato?
“Letteralmente distrutto. A terra. Lui ci teneva tanto a questi play-off…”.

Secondo lei Di Gennaro rimarrà in Romagna?
“Mi ha detto che ci deve ancora pensare. La botta è ancora troppo fresca. Io non so cosa farà Davide (chances di prolungamento in ribasso, ndr). Ma, nel dubbio, gli ho consigliato di restare. Certo, ora però è chiaro che la prossima stagione il Cesena dovrà fare un ulteriore passo in avanti. Alzare l’asticella. Puntare dritto alla serie B”.

Quella serie B che, nel 2018, è stata vergognosamente scippata a lei e al popolo bianconero da Lugaresi e soci.
“La ferita legata a quel maledetto fallimento non si rimarginerà mai. Se penso a quella tragedia non solo calcistica che dall’oggi al domani ci ha privato di tutto, mi prende ancora male. Però volete sapere un’ultima cosa?”.

Dica pure.
“Vedere il Cesena vivo, un Cesena con un bilancio a posto, un Cesena che sogna comunque un futuro migliore, è un ‘qualcosa’ che nella sua semplicità mi dà coraggio. Forza Cavalluccio! Sempre e comunque!”.


PS: …e forza Cittadella! Che io pagherei di tasca mia pur di vedere la prossima stagione in tv Cittadella-Juventus. Con Perticone che mette la museruola al sempre ‘sportivissimo’ Cuadrado