Il romagnolo acquisito Tonelli, dopo Santarcangelo e Cesena, ci riprova a Rimini

18.07.2021 17:45 di Giacomo Giunchi   Vedi letture
Il romagnolo acquisito Tonelli, dopo Santarcangelo e Cesena, ci riprova a Rimini
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© foto di Francesco Di Leonforte/TuttoCesena.it

«La mia terra è dove trovo la pace e la tranquillità». Simone Tonelli ha girato la Romagna in lungo e in largo. Dopo le varie promozioni con Santarcangelo e Cesena (alle quali si aggiungono quelle in Veneto con Venezia e Campodarsego), ha deciso di riprovarci a Rimini.

Tonelli, lei in carriera ha collezionato già cinque promozioni. Con il Rimini ha in programma la sesta?
“Questo non si può mai dire. Il mio obiettivo è quello di fare quello che ho fatto tutti gli altri anni in cui ho giocato, ovvero dare il massimo impegno e la massima professionalità. Poi sicuramente giocare con degli obiettivi è sempre bello, e l’obiettivo è sempre fare il meglio possibile”.

Cosa l’ha spinta maggiormente a tornare in Romagna?
“Ultimamente disputavo sempre campionati per vincere, con dei grandi obiettivi, e una chiamata come il Rimini in Serie D non si può rifiutare. La scelta è stata semplice”.

Lei è nato a Fossombrone, in provincia di Pesaro Urbino, però di fatto hai passato molti anni della sua carriera in Romagna. Si sente un po’ un romagnolo acquisito?
“Sicuramente. Il calcio, soprattutto giocato a questi livelli, è molto territoriale. Mi sono fatto tanti anni in Romagna e ho giocato diverse stagioni molto positive qui, riuscendo a farmi apprezzare, e sono contento di ciò, perché qua si sta veramente bene. Gli ultimi due anni ho giocato lontano da questa regione, però sicuramente la Romagna mi ha dato tanto”.

Tonelli, lei ha avuto un passato nelle giovanili e poi nella prima squadra del Cesena, nella Serie D 2018/19. Qual è il suo ricordo più bello con la maglia bianconera?
“È stata un’esperienza fantastica. Sono stato diversi anni a Cesena perché appunto ho fatto anche il settore giovanile lì. Sicuramente poter giocare al Manuzzi nella prima squadra, e regalare una gioia così grande ai tifosi come la promozione, è stata una cosa fantastica. A Cesena ho fatto una bellissima esperienza e sono contento per questo”.

Di quella stagione al Cavalluccio con quali giocatori è rimasto più in contatto?
“Quelli con cui mi sento più spesso sono Ricciardo e Capellini, però in generale mi tengo in contatto un po’ con tutti. Quando vinci un campionato come l’abbiamo vinto noi in quell’anno lì, ciò ti fa creare un legame indissolubile con tutti i compagni”.

Uno di quei ragazzi che ha avuto la crescita più esponenziale è Andrea Ciofi, che ad oggi è uno dei giocatori più preziosi del Cesena. In allenamento ai tempi come lo vedeva? La placcava già bene?
“È un ragazzo molto bravo e stra-concentrato. Era (e lo è anche oggi, ndr) un under, ma di fatto di testa era un over, e si comportava come un giocatore esperto già ai tempi. Ero sicuro che potesse avere un exploit del genere vista la sua intelligenza applicata sul campo già allora”.

Ha già raggiunto i 30 anni, un’età molto importante nella carriera di un calciatore. Nonostante ciò, si sente ancora in grado di migliorare e di perfezionarsi in qualcosa?
“Io penso che un calciatore, fin quando gioca, anche fino ai 40 anni, debba sempre aver voglia di imparare. È questo il bello. Ogni anno dai mister e dai compagni si imparano comportamenti e cose nuove. Quando uno ha ancora voglia di imparare e di crescere è molto positivo. Poi non so al termine di quest’anno cosa avrò appreso. Sicuramente avrò aggiunto al mio bagaglio un qualcosa in più che mi avrà fatto crescere”.

Grazie alle varie promozioni collezionate in carriera lei ha avuto modo di giocare stabilmente in Serie C. Come mai ha preferito quasi sempre di più giocare in D?
“Sicuramente ho avuto tanto minutaggio anche in Serie C, superando sempre le 25/30 presenze. L’anno migliore penso di averlo fatto proprio nel Forlì, con 7 gol segnati a 22 anni. Però rimanere su è sempre difficile. Poi si tratta anche di scelte societarie se tenerti o meno in Lega Pro. A Cesena avevano preso altre scelte, quindi ho deciso di rimanere in Serie D. Sicuramente un mio obiettivo è tornare il prima possibile in Serie C”.