Alessandro: “Caro Cesena, non commettere un altro grave errore…”

L’ex bianconero si confessa: “Anche Agliardi va confermato subito. Modesto ha voluto demolire il gruppo promozione, ma i suoi risultati parlano chiaro. A Seregno per soldi. Ma non solo…”
17.07.2020 09:35 di Flavio Bertozzi   Vedi letture
Alessandro: “Caro Cesena, non commettere un altro grave errore…”

Danilo Alessandro ripartirà dal ricchissimo Seregno. Dal Real Madrid della serie D. Per soldi, ovviamente. Ma non solo. Perché dietro alla scelta dell’ex attaccante bianconero ci sono anche (anzi, soprattutto) tante motivazioni tecniche. E romantiche.

Alessandro, perché proprio il Seregno?
“Perché, dopo aver vinto il campionato a Cesena un anno fa e dopo aver sfiorato l’impresa a Campobasso quest’anno (se non fosse arrivato il Covid-19, probabilmente, i molisani avrebbero coronato la loro grande rimonta, ndc) ho voglia di essere ancora protagonista. E poi… perché a Seregno ho trovato un club serio. Organizzato. Ambizioso…”.

…e pure ricco. Sappiamo che lei, in Lombardia, tra stipendio fisso e premi potrebbe portarsi a casa la bellezza di 110mila euro.
“Di cifre non parlo. Però è chiaro che, a Seregno, stanno facendo le cose in grande. Vogliamo vincere il campionato”.

Altri motivi che l’hanno spinta ed emigrare (di nuovo) al Nord?
“Ce ne sono altri due importantissimi. Primo motivo: a Seregno ritroverò Franzini, mister preparatissimo che ho già avuto a Piacenza. Secondo motivo: a Seregno potrò tornare a fare coppia con il mio grande amico Ricciardo”.

Lei ha abbandonato Campobasso per scelta, Ricciardo invece voleva restare ancora nella sua Palermo.
“Ma nel mondo nel calcio, la riconoscenza, non esiste più. Anche quando sei reduce da una stagione da incorniciare. Giovanni, questa cosa, la sa bene. E pure il sottoscritto, in passato, ne ha prese diverse di bastonate. Anche in Romagna…”.

La rabbia legata a quel divorzio forzato col Cesena non è ancora evaporata?
“Quella ferita resterà aperta per sempre. Perché il Cesena e i cesenati mi erano entrati dentro. Perché in Romagna avrei voluto davvero chiudere la mia carriera. Dopo 18 gol e una valanga di assist, lo ripeto, non meritavo di essere scaricato in quella maniera. Mi erano state fatte delle promesse che non state mantenute…”.

Pelliccioni, un anno fa, ha cercato in tutti i modi di convincere Modesto a confermarla.
“Sì, lo so. Ma Modesto ha voluto fare di testa sua. Ha voluto rischiare. Ha voluto puntare sui suoi uomini. Ha voluto distruggere quel meraviglioso gruppo che era riuscito a vincere il campionato di D. Non voglio di certo giudicare il suo operato a Cesena, ci mancherebbe altro. Però, i freddi numeri della statistica dicono che Modesto, a Cesena, non è andato proprio benissimo…”.

I suoi detrattori dicono però che Alessandro, in serie C, fa fatica.
“Davanti a queste esternazioni non posso far altro che sorridere. Io, la serie C, l’ho sempre fatta. E, lo sottolineo pure con l’evidenziatore, nel 2017-18 a Piacenza ho realizzato 12 gol. Chi dice che non posso fare la C è in malafede…”.

Addirittura?
“Sì. Il vero problema è che, quando qualche ‘fenomeno’ ti appiccica addosso un’etichetta, poi la stessa etichetta non riesci più a togliertela di dosso. In questi anni, su di me, ne ho sentite di tutti i colori. Ormai ci ho fatto il callo. Mi hanno detto che ho un carattere di merda. Che sono uno che spacca gli spogliatoi. Che sono uno che non si adatta ai moduli. E potrei continuare ancora…”.

Mi scusi, ma io insisto: ma allora, se è tutte queste cose sono false, perché Alessandro è rimasto ancora in D?
Ripeto: perché voglio lottare per vincere il campionato. In C (sul poliedrico attaccante romano c’erano 4-5 club di terza serie, ndc) non avrei potuto inseguire questo obiettivo. A Seregno sì…”.

Voltiamo pagina. Che ci dice invece delle ‘fresca’ new-entry bianconera Zammarchi?
“Dico che è un’ala destra fortissima. Un giovane che può arrivare lontanissimo. A Campobasso, con me, ha fatto molto bene (4 gol e 5 assist, ndc). Nella sua Cesena potrebbe esplodere definitivamente. Ha solo un difetto, questo ragazzo…”.

Quale?
“È troppo buono. Deve diventare più cattivo. Più cinico. Più spietato. Perché nel calcio, i buoni, hanno vita corta. Purtroppo”.

Il Cesena non ha ancora rinnovato il contratto a De Feudis e a Capellini. Mentre Agliardi, salvo improbabili terremoti, non sarà nemmeno riconfermato.
“Beppe, Nicola e Federico sono tre giocatori da confermare subito. Per mille ragioni. Tecniche, ma soprattutto umane. Caro Cesena, non fare sciocchezze. Non fare lo stesso errore che hai commesso la scorsa estate. Conferma i tuoi senatori, che poi dopo ti penti. Anche Chicco merita di continuare il suo percorso in bianconero”.

Ultima domanda: perché non ha seguito il buon Angelini a Forlì?
“Ci ho parlato, col mister. Anche Angelo (Rea, il procuratore di Alessandro, ndc) ha avuto qualche contatto con il club. Ma il budget del Forlì era troppo basso. E così…”.