Non ci servono fenomeni

24.01.2021 19:35 di Stefano Severi   vedi letture
Non ci servono fenomeni

1. Prima o poi sarebbe potuto succedere, è vero, ma non per forza sarebbe dovuto succedere. In questi casi ci si consola con la retorica delle sconfitte che insegnano a crescere, a migliorarsi: la verità è che questo ko brucia tantissimo per come è maturato.

2. Ai fini del campionato del Cesena questa sconfitta cambia poco: la classifica davanti è sempre corta e bene o male tutte quelle davanti, forse con l’eccezione del SüdTirol, prima o poi hanno battute d’arresto. Capita al Modena con la Virtus, al Padova con l’Imolese e allo stesso Cesena contro questa mina vagante del campionato.

3. In un eccesso di trionfalismo tipico della piccola piazza provinciale in settimana il cammino sorprendente di questo Cesena era stato paragonato a quello del Milan in serie A. Paragone azzeccato, non tanto per la scia di risultati utili consecutivi, quanto per la sconfitta: la Virtus Verona è l’Atalanta del girone B di serie C.

4. Sono bastati due minuti al Cesena per perdere una partita. La cosa grave non è però la maniera con la quale sono arrivati i due gol - la giornata nera della coppia Ciofi-Favale fa parte del gioco - quanto l’incapacità di reagire.

5. Fino a quel momento la partita era stata come al solito bellissima, giocata a viso aperto da entrambe le formazioni, con occasioni e belle parate. Il Cesena aveva sfiorato il raddoppio e poi ha subito il pareggio. Va bene, anche il raddoppio ospite tutto sommato ci poteva stare. Però nella ripresa gli uomini di Viali hanno dimostrato di non saper scardinare le linee difensiva di una squadra quadrata come la Virtus Verona.

6. Viali ci ha provato anche con i cambi, ma nessuno degli innesti ha saputo apportare, sia dal punto di vista mentale che fisico, quei miglioramenti necessari per raddrizzare la partita. Non un guizzo, non un’idea, non una giocata.

7. Se la panchina non apporta i necessari aggiustamenti e, giocoforza, l’allenatore di fronte ad una classifica del genere non può finire sul banco degli imputati perché è quello che meglio conosce il gruppo, significa solo una cosa: il gruppo, nel suo complesso, non è girato a dovere.

8. Il Cesena non può sperare che sia un solo uomo a risolvere le partite: magari è successo a volte che Bortolussi sia risultato maggiormente incisivo ma nemmeno lui può vincerle da solo. Il Cesena è così in alto perché ha un gruppo compatto e coeso: quando qualcosa si inceppa, quando il gruppo non ruota al meglio, non esiste un Capanni o Nanni (figuriamoci Borello che in estate ha fatti carte false per lasciare Cesena e ora torna come figliol prodigo) che possa risolvere tutto.

9. Questo la dovrebbe dire lunga anche sulle troppe chiacchiere spese in settimana per tale Angiulli, in gol oggi con la maglia della Samb e presentato come imprescindibile fenomeno, che a Pisa si era guadagnato la nomea di giocatore tecnicamente limitato. Di fenomeni il Cesena non ha bisogno: serve gente umile, meno social e con la testa più sul pezzo.

10. Ultimo punto dedicato ai soci che domani - come anticipato da Il Resto del Carlino - si riuniranno per proseguire per altri due anni il progetto a sostegno del Cesena Fc. Ogni socio dovrà sborsare altri 50 mila euro per dare la possibilità a questa squadra di continuare a lottare per la B. A loro va un doveroso ringraziamento, alla faccia di chi ancora aspetta il magnate coi soldi.