Gavrilo Princip

09.01.2021 22:20 di Stefano Severi   vedi letture
Gavrilo Princip

1. Era scritto che prima o poi la striscia di risultati positivi si sarebbe dovuta interrompere. Del resto questo Cesena non è mica stato costruito per ammazzare il campionato. E poi non può andare sempre bene come contro il Legnago o la Sambenedettese. Può capitare di subire un rigore a pochi minuti dalla fine, e magari perdere. Certo che può capitare, ma non oggi.

2. Il SüdTirol è una signora squadra, che staziona non a caso nelle parti alte della classifica, con un bell’impianto di gioco frutto di un continuo perfezionamento negli anni. In tutta la Serie C è la squadra che probabilmente più sa massimizzare il rapporto risultati/investimento, per cui il pareggio di oggi è un bellissimo attestato per il Cesena.

3. A proposito ancora del SüdTirol: il suo segreto è l’assetto societario, al quale il Cesena potrebbe (dovrebbe) ispirarsi. È una società in molto simile al Bayern Monaco, con il 90% “commerciale” (GmbH o Srl) diviso tra investitori che, individualmente, non superano il 25% delle quote, e il restante 10% in mano ai singoli soci (diverse centinaia). È la versione italiana del “modello tedesco”, visto che in Germania la quota in mano ai soci non potrebbe essere inferiore al 50%+1

4. A fronte della considerazione al punto 2 acquista ancora più valore il fatto che il Cesena abbia sfoderato la miglior prestazione della stagione. Squadra sempre cortissima, passaggi precisi e pochissimi errori, tanti contrasti vincenti e palle recuperare e un’aggressività per almeno un’ora di gioco. Oggi è stato un piacere vedere giocare questa squadra.

5. Ironicamente sarebbe potuta arrivare anche una sconfitta, probabilmente pesante più sotto il profilo psicologico che per la classifica, ma che non avrebbe cancellato la grande prova. Viali ha giustamente rimarcato le tante assenze che non gli hanno consentito grandi cambiamenti a partita in corsa: senza Capanni né Koffi è stato Nanni a sfiorare il colpaccio. 

6. C’è poi il capitolo punta: Bortolussi è stanco e gli va riconosciuto il diritto di sbagliare. È qui che si sente la mancanza di una seconda punta: soprattutto nel finale un Caturano sarebbe stato utile sia per affiancarlo in un 4-4-2 d’assalto che per farlo rifiatare rilevandolo al centro di questo bellissimo 4-3-3.

7. Ci sarebbero poi da incensare tanti ragazzi oggi: a partire dall’incontenibile Favale al perfetto Maddaloni, da uno Zecca che fino alla botta in testa (a proposito, sei punti per lui ma niente di grave) era una vera e propria spina nel fianco degli altoatesini fino al salvifico Nardi. 

8. Devo ritrattare anche alcune mie critiche al presidente Corrado Augusto Patrignani, visto che lo avevo ritenuto non sufficientemente carismatico e presente nel ruolo di numero uno bianconero. Poi ho letto la sua richiesta, in virtù di presidente di un’associazione di categoria, di riaprire indiscriminatamente bar e ristoranti nel bel mezzo di una pandemia con migliaia di morti quotidiani e ho capito che i problemi sono altri, non certo relativi al calcio.

9. Quello di oggi è stato davvero un gran bel Cesena: certo, l’atteggiamento del SüdTirol che ha affrontato gli avversari a viso aperto ha aiutato. Sabato prossimo sarà tutta un’altra storia, come già ad Imola: botte e catenaccio. Per questo il viaggio in Toscana non sarà per nulla una passeggiata.

10. Riassumendo: il Cesena di oggi non ha certo vinto la guerra ma ha fatto capire di essere pronto a combattere su grande scala. William Viali è un po’ il nostro Gavrilo Princip.