Sentite Ravaglia: “Con Bisoli avevo sbagliato tutto…”.

L’ex bianconero si confessa: “Quando la Cremonese ha preso il Bisolone non ho certo stappato lo champagne per la gioia. De Feudis? Il tempo passa per tutti, anche per i miti…”.
05.08.2020 09:35 di Flavio Bertozzi   Vedi letture
Sentite Ravaglia: “Con Bisoli avevo sbagliato tutto…”.

Un miracolo grigiorosso. Con pesanti sfumature bianconere. Porta la firma anche (anzi, soprattutto) di Pierpaolo Bisoli e di Nicola Ravaglia la strepitosa salvezza cadetta appena arpionata dalla Cremonese.

Ravaglia, quest’anno ve la siete vista davvero brutta a Cremona.
“Eravamo partiti per inseguire il sogno promozione. Ma, dopo tanti passi falsi e una girandola di allenatori, ci siamo invece ritrovati clamorosamente in piena zona rossa. Abbiamo avuto tanta paura. Poi però ci ha pensato Bisoli a mettere le cose a posto. A tirarci fuori dalle sabbie mobili. A regalarci una salvezza diretta che a marzo faceva rima con utopia”.

Come è andata col mister? Tra voi due, a Cesena, la convivenza non fu certo – ehm ehm - facile…
“…il mio rapporto con Bisoli è sempre stato complicatissimo. Difficile. Burrascoso, oserei dire. Lo ammetto: quando lo scorso marzo la Cremonese ha reclutato Bisoli per sostituire Rastelli, per festeggiare il suo arrivo non ho certo stappato una bottiglia del miglior champagne che avevo in casa…”.

Eppure, questo nuovo binomio Ravaglia-Bisoli, è stato il vero segreto di questa vostra salvezza.
“L’arrivo di Bisoli a Cremona l’ho visto come un segnale del destino. Come uno stimolo per ricucire quel nostro rapporto che a Cesena non era mai sbocciato. Io, qui a Cremona, ho ritrovato il Bisoli di sempre. Mentre il mister, invece, in grigiorosso ha ritrovato un nuovo Ravaglia. Un Ravaglia più maturo”.

Il tempo, spesso, cancella i ricordi. Ma anche i difetti.
“Non ho problemi a dire che, ai tempi di Cesena, sono stato io a sbagliare ‘tattica’ con Bisoli. I suoi consigli, all’epoca, manco li stavo ad ascoltare. Le sue punzecchiature quotidiane, poi, aumentavano la mia permalosità. Bisoli mi voleva aiutare a crescere, a colmare le mie lacune tecniche e psicologiche, a diventare un portiere migliore. Ma io non lo capivo…”.

Meglio tardi che mai…
“Con l’arrivo di Bisoli in Lombardia non si è rivista solo la ‘vera’ Cremonese, ma anche il ‘vero’ Ravaglia (il portiere forlivese, dopo il lockdown, ha collezionato diverse pagelle da urlo, ndc). Ora mi piacerebbe restare qui, a lottare ancora fianco a fianco col mister: adesso, tra noi due, c’è grande feeling. E stima reciproca. Ho il contratto in scadenza, vediamo un po’ quello che succede nei prossimi giorni (da segnalare che sull’ex bianconero sono in pressing Reggina e Spezia, ndc).

E dell’addio al calcio giocato del suo vecchio capitano De Feudis che ci dice?
“Dico che il tempo passa per tutti, anche per gli eroi. Il Conte, in tutti i casi, resta un’istituzione. Fatemi allora fare un grosso in bocca al lupo a Beppe in vista di questa sua nuova avventura nelle vesti di collaboratore tecnico. E poi chissà: magari, un giorno, ci ritroveremo a lavorare insieme a Cesena. Sì, io non ho smesso di pensarci: la mia carriera la voglio chiudere dove tutto è iniziato. Tanti anni fa…”.

Un uccellino ci ha detto che lei, una chiamata del Cesena, l’ha ricevuta non troppo tempo fa…
“Ad aprile, quando il campionato non era ancora ripartito, Pelliccioni una telefonatina esplorativa al mio procuratore per conoscere le mie intenzioni per la nuova stagione l’ha fatta. Poi però Alfio non è stato confermato. E del Cesena non abbiamo sentito più nessuno. Peccato…”.