SCONFITTA FATALE Ma se Berti non gioca neanche a Gubbio…

Dopo il 4-1 del Barbetti anche gli ottimisti ad oltranza si sono resi conto che Modena e Reggiana sono troppo forti. Ed allora meglio concentrarsi sin da ora sui play-off…
23.12.2021 10:35 di Flavio Bertozzi   vedi letture
SCONFITTA FATALE Ma se Berti non gioca neanche a Gubbio…

Subito una premessa doverosa: a mister Viali e ai suoi ragazzi, per quello che sono riusciti a fare in questa già robustissima prima parte di stagione, bisogna fare davvero un grosso applauso. Trentanove punti raccolti in venti partite, appena tre sconfitte, soltanto quattordici gol incassati, terzo posto in classifica con un bel +6 sulla quarta: basta gettare uno sguardo distratto ai numeri per rendersi conto che il Cavalluccio, in questi ultimi quattro mesi, ha compiuto un mezzo miracolo. Perché nessuno – e sottolineo la parolina ‘nessuno’ – la scorsa estate sotto l’ombrellone, tra un Calippo alla Cola e una Peroni ghiacciata, avrebbe mai pensato di arrivare a Natale con 11 vittorie e 6 pareggi in cascina. Giusto?

Detto questo è fin troppo evidente che, questa terribile Caporetto in salsa bianconera maturata a Gubbio, non ci voleva proprio. E non soltanto perché questo inquietante 4-1 rimediato al Barbetti, al popolo che vive a pane e Cesena, ha fatto andare di traverso (in anticipo) i cappelletti di Natale. Ieri in terra umbra, infatti, anche i più ottimisti – quelli che… vedono sempre il bicchiere mezzo pieno, quelli che… guai a chi muove qualche critica costruttiva ad Ardizzone & Company, quelli che… in Viali vedono il nuovo Bisoli, quelli che… questa squadra con un paio di ritocchi a gennaio può lottare per il 1° posto – hanno capito una volta per tutte che il Cesena è ‘soltanto’ una buona squadra. UNA BUONA SQUADRA, per l’appunto. Non un’ottima squadra in grado di poter competere sino alla fine con le corazzate Modena e Reggiana (ora a +9).

Tante volte, nel corso di questa stagione, il Cesena era riuscito di riffa o di raffa – magari grazie a una paratona di San Nardi, magari grazie a un eurogol di Bortolussi, magari grazie a un’autorete – a portarsi a casa vittorie insperate o robusti pareggi. A Gubbio, invece, per tanti motivi l’ormai ‘famoso’ Culo di Viali non ha fatto capolino. Ed è finita in tragedia. Anche perché, se nella prima frazione di gioco ti permetti di sbagliare almeno cinque nitide palle gol, poi non puoi lamentarti se perdi una partita. Anche perché, se non fai scendere in campo in una gara così il golden-boy Berti (appena 39' giocati nelle ultime 6 gare: mah…), se non fai  un po’ di turn-over ad appena 72 ore dalla dispendiosa gara col Siena, poi non puoi dire che a Gubbio dalla cintola in su si sono esibite delle mummie viventi che facevano fatica a stare in piedi.

Gol divorati, papere da Scherzi a Parte, alleggerimenti che non si vedono nemmeno nel peggior campo di Terza Categoria, singole prestazioni da Chi l’ha Visto?, presunzione a vagonate: il Cesena, la disfatta di Gubbio, l’ha già pagata a caro prezzo. Da ieri, infatti, quel pass per la promozione diretta che ancora ingolosiva gli ottimisti ad oltranza, è diventato utopia. Definitivamente. Niente di grave, però. Il vero obiettivo del Cesena era ed è tuttora quel 3° posto nella regular season. Un terzo posto che permetterebbe a Viali di partecipare a quella abominevole porcata all’italiana ‘chiamata’ play-off di Serie C con un ‘buon’ 17-18% di probabilità di vittoria finale. Ed allora, in attesa dell’arrivo di un paio di colpetti di mercato in salsa americana (servono un centrocampista e un attaccante), in attesa che il tempo cancelli la ferita ancora fresca di questo 4-1 rimediato nella ‘tentacolare’ Gubbio, mettetevi belli comodi. Rilassatevi. Possibilmente su un divano ‘griffato’ Poltronesofà.