CERTEZZE, DUBBI E RIMPIANTI Tra Gambettola e l’America

Gli imprenditori romagnoli non sono (e non saranno mai) interessati al Cavalluccio. Ed allora ‘accontentiamoci’ dell’avvocato a stelle e strisce…
13.12.2021 13:05 di Flavio Bertozzi   vedi letture
NERIO Alessandri
NERIO Alessandri

Dunque, come vi avevo preannunciato con largo anticipo, quest’anno sotto l’Albero i tifosi del Cavalluccio non troveranno soltanto i wafer della Babbi e (almeno) un regalo sapientemente riciclato da un  parente più o meno stretto, ma anche gli… americani. Americani che a questo punto, salvo tsunami, sbarcheranno ufficialmente in riva al Savio - assicurandosi il 60% delle quote del club del sodalizio bianconero - una manciata di giorni prima di Natale. Lunedì 20 dicembre, per la precisione.

‘Il solito mercenario forestiero’, ‘Il solito rabaziere che, se non riesce a raggiungere la Serie B entro un paio di anni, ci rivende al primo che passa…’, ‘Meglio un morto in casa che un marchigiano-americano alla porta’: così, sul web e nei covi bianconeri, diversi tifosi hanno accolto la notizia dell’imminente ingresso nel club dell’avvocato a stelle e strisce Robert Lewis. Si tratta però di una minoranza. La maggior parte dei tifosi del Cesena, infatti, ha salutato con entusiasmo queste succose novità che a stretto giro di posta andranno in scena dietro la scrivania del Cavalluccio. A Cesena, lo si respira nell’aria, c’è infatti voglia di cambiamento. Di novità. Di osare. Di tornare grandi. E pure la piena consapevolezza che gli attuali soci più di così non possono proprio fare. La Pandemia ha infatti ingigantito la fame di soldi del Cavalluccio: per poter alzare l’asticella in vista di nuove sfide future (e per poter ‘sistemare’ la perdita presunta al 30 giugno 2022 di 1,3 milioni di euro senza svendere Berti o Bortolussi) serviva una scossa. Una scossa decisa. E la scossa è arrivata.

Poi è chiaro: chi sognava un ingresso in campo di un facoltoso e serio imprenditore del Territorio (dai su, ora non ritiriamo fuori per la centesima volta la solita solfa legata a Nerio Alessandri da Gambettola…), è rimasto deluso. Poi è chiaro: chi sognava un presidente romantico che recita a memoria i libri di Giovanni Guiducci e gli aforismi di Fabrizio Castori (un nome a caso: Marino Vernocchi da Villa Torlonia) dovrà accontentarsi degli americani. Dovrà accontentarsi di un presidente che, magari, non conosce Ammoniaci, Traini, Lauro e Capellini. Questo, però, è quello che al momento passa il convento. E per questa volta, in attesa di tempi (forse) migliori, può andare bene anche così. Perché non ci si può sempre lamentare. Perché l’era del ‘Cesena in mano ai romagnoli’ profuma sempre più di utopia. È cambiato il mondo, signori. È cambiato il calcio. E indietro non si torna più, purtroppo.

Ah, un’ultima cosa. Una cosa importante. In questi ultimi mesi, alla porta del Cesena, non hanno bussato soltanto Robert Lewis & Company. Ma, si mormora nelle banlieue cesenati, anche un altro gruppo asiatico. E, soprattutto, un gruppo guidato da un uomo molto vicino all’attuale presidente della Fiorentina  Rocco Commisso. Perché su quest’ultimo Fronte Viola non c’è stata la fumata bianca? Semplice, questo gruppo ‘targato’ (anche) America voleva tutto e subito. Della serie ‘Noi rileviamo immediatamente il 100% del Cesena e voi vi levate gentilmente dai coglioni’. No, meglio un ingresso per tappe. Come farà - se non ci saranno intoppi, mai dire gatto se non ce l’hai nel sacco… - il buon Lewis. Tra tanti dubbi, una certezza c’è già: avere ancora ‘dentro’ la stanza dei bottoni - seppur in minoranza - gli attuali soci-tifosi ‘traghettatori’ per altri 6 (o 18) mesi è una bella cosa. Una gran bella cosa.


PS: Quelli che… rimpiangono già la ruspante romagnolità (ma pure i tranquillizzanti ricciolini…) di Corrado Augusto Patrignani. Quelli che… invece sono già proiettati al futuro. Quelli che… pensano già ai paroloni ‘sostenibili’ (ma pure alla barbetta incolta…) di Robert Lewis. Quelli che… sanno bene che il calcio moderno non produce utili sicuri ma soltanto debiti e brutte gatte da pelare (ecco perché fanno bene Alessandri & Friends a stare alla larga da questo mondo malato e gonfio di paturnie…)