Biglietti agli amici

“Si continuano a versare lacrime su quanto accaduto giovedì sera all’Orogel Stadium-Dino Manuzzi. Ma l’obiettività non è di casa…”
14.05.2022 17:00 di Bruno Rosati   vedi letture
Biglietti agli amici

A Michele Nardi.
Vero bianconero, capace di piangere lacrime autentiche per il Cavalluccio. Ha portato tanti punti in dote al Cesena. Ma se per il secondo anno consecutivo la prematura eliminazione ai play-off passa da un suo pacchiano errore, forse è giunto il momento di dirsi addio.


A Lorenzo Lelli.
Per uno come lui, non avere più alcun potere decisionale in dirigenza deve pesare tantissimo. Una ferita ben più grande di una sconfitta interna con il Monopoli e non certo dettata dal solo cambio delle serrature dei cancelli di Villa Silvia, come qualcuno aveva goffamente provato a far credere. Complimenti per aver provato a farsi da parte in silenzio, con signorilità.


A Sasà Caturano.
Buon attaccante di categoria, quando disponibile lo ha dimostrato pure qui a Cesena. Pessimo capitano. Non stentiamo a credere che lo spogliatoio lo vedesse come un leader. Ma sul rapporto con l’ambiente esterno meglio stendere un velo pietoso. L’investimento fatto su di lui non ha ripagato le aspettative. Ai ferri corti con la nuova società sin da gennaio, gli rimane un anno di contratto. Tratterà (a ragion veduta!) la buonuscita, se tutti si dimostreranno galantuomini si giungerà all’accordo. Non faticherà a trovare un club con cui rimettersi in gioco.


A Nichi Pierini.
Autentico cavallo pazzo. Ma personalità da gigante in una banda di chierichetti. Uno dei pochi da cui la nuova società intende ripartire. Se arrivasse una chiamata dalla B però sarebbe difficile trattenerlo. Va compreso.


A Robert Lewis e John Aiello.
La fragorosa e umiliante chiusura gioca paradossalmente a loro favore. Sin dal loro insediamento hanno progettato di fare rivoluzione totale in estate. Non hanno mai pensato di poter raggiungere la B nell’immediato. Nuovo direttore sportivo, nuovo allenatore (nonostante siano già arrivati parecchi ‘no, grazie’). E della rosa attuale si salveranno al massimo quattro o cinque elementi. Ora nessuno avrà qualcosa da obiettare ai due presidenti.


A Tommaso Berti.
Scappa da qui appena puoi.


A Luca Ricci e Nicola Capellini.
‘Ma come? Siete ancora qui a menarla con…’ sì, sempre. Un anno di Allievi, Pogliano, Ilari, Missiroli dovrebbe aver fatto ricredere tanti sulla cacciata dei romagnoli dal Cesena, a cui è mancato il loro carattere. Sarebbe bastato per evitare la pessima figura con cui è calato il sipario? Ci piace pensare di sì.


A Filippo Pittarello.
Il suo acquisto è stato voluto a tutti i costi da Zebi e, a giochi conclusi, si può dire abbia segnato la bocciatura del ds eugubino da parte della nuova proprietà. Il suo apporto è stato pressoché nullo e ora il Cesena vorrebbe sbarazzarsene. Ma ha un contratto lungo, un ingaggio non indifferente ed è poco richiesto sul mercato. Difficile si arrivi alla separazione. Dovrà rimboccarsi le maniche.


A Beppe Angelini.
È il miglior tecnico avuto dal Cesena nei quattro anni trascorsi dal post-fallimento. Chi oggi critica Viali dovrebbe prima ricordare di non essersi stracciato le vesti per la sua mancata conferma…


A Dominik Frieser.
Perché ci vuole un bel coraggio a criticare il mercato del Cesena solo rigorosamente ad eliminazione avvenuta. Come se per mesi non si fosse scritto che l’austriaco ha avuto un impatto super, che fosse il più lucido nella gestione palla, che fosse sveglio e svelto, che si sarebbe reso estremamente utile, che avrebbe lasciato il segno. Facce di bronzo.
Comunque il buon Dominik è uno che anche per il prossimo campionato è confermato, a meno che non sia lui a chiedere di andarsene.


A… un dato momento
ci sedemmo dalla parte del torto, convinti che fosse solo un modo di dire, che sotto sotto avessimo ragione noi. Che la sconfitta interna con il Matelica fosse una fatalità, frutto della combinazione di una serie di episodi avversi. Che questo gruppo potesse dire la propria. Invece no, dodici mesi dopo tutto accade nuovamente alla stessa identica maniera. E accorgersi di aver buttato via un anno intero è un cazzotto alla bocca dello stomaco.
Ci sedemmo dalla parte del torto, convinti che fosse un esercizio retorico. Invece no. Il torto era concretamente il torto. E a quel punto era troppo tardi per tornare indietro.


A… un dato momento
vi troverete senza un perché a guardare un film di Walter Veltroni, credendo di leggere un'analisi sulla partita del Cesena. Non appena realizzerete la cosa, tornerete di corsa sulle nostre pagine. Perché è quello che fate. Sempre.


A William Viali.
Di punto in bianco ha rubato la scena a tutti i peggiori. Giampaolo, Modesto. Ha persino “doppiato” Drago in termini di vergognose uscite di scena negli spareggi. Ma, a differenza di questi predecessori, non era arrivato in Romagna con l’arrogante presunzione di insegnarci cosa sia il calcio, né gli è stata affidata una squadra all’altezza del salto di categoria. William Viali si è seduto sulla panchina del Cesena per salvare una stagione che stava colando a picco sotto la conduzione di un falso profeta. È rimasto per mancanza di alternative (sue e del Cesena). Prospettiva senz’altro triste (per lui e per il Cesena) e poco edificante, infatti si è visto l’epilogo. Non era l’allenatore giusto ed ora nessuno può sostenere il contrario. Ma metterlo sullo stesso piano dei peggiori in assoluto anche no, non se lo merita…



A Pier Vittorio Tondelli.
Autore emiliano. Tra i suoi più grandi successi si annovera un romanzo a tinte gialle dal titolo Rimini. Non le migliori premesse per risultare simpatico a un’anima bianconera. Da trenta e passa anni non è più tra noi. Eppure, nei momenti di totale smarrimento, sfogliare le sue pagine è ancora oggi di grande compagnia e conforto. Pure per chi non è mai stato libertino. Grazie.