Un enorme autogol: ancora una volta il Cesena Fc si dimentica di una parte dei tifosi
Statistica aggiornata, siamo arrivati a sette su dodici. È questo infatti il numero di trasferte non libere, in cui è stato impedito alla totalità di tifosi bianconeri di raggiungere lo stadio fuori casa. Avellino si aggiunge quindi a Pescara, Venezia, La Spezia, Bari, Padova e Reggio Emilia, dato che il perfido Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive ha imposto l’obbligo di essere sottoscrittori di fidelity card per poter accedere al settore ospiti.
Purtroppo non c’è nulla di cui stupirsi, questi divieti rappresentano la triste ‘nuova normalità’. Anche ai supporter del Pescara sarà impedito di raggiungere il Manuzzi il prossimo 6 febbraio, così il Cesena FC si è speso con successo per ottenere l’apertura straordinaria della Curva Ferrovia che sarà accessibile a titolo gratuito ed in via esclusiva a tutti gli studenti degli istituti scolastici del Comune di Cesena, oltre che a tutti i giovani calciatori delle società affiliate insieme a genitori e accompagnatori.
Tornando all’impegno di domani, a peggiorare la situazione è tuttavia il silenzio dello stesso Cesena FC che quanto meno, in occasione della limitazione precedente per il derby emiliano-romagnolo, aveva diramato una nota in cui esprimeva tutta la propria amarezza verso tale disposizione, pretendendo maggiore attenzione nell’applicazione di restrizioni indirizzate ai propri sostenitori.
Per il viaggio in Irpinia invece il club non si è espresso. Nulla di nulla, a meno di ventiquattro ore dal fischio d’inizio della disputa. Solo un generico comunicato che rende note le modalità di vendita.
Un brutto passo indietro che rischia di creare un grosso fraintendimento: se il club affronta pubblicamente il tema delle assurde vessazioni solo quando riguardano anche chi ha sottoscritto la fidelity, c’è concreta possibilità che passi il concetto che i tifosi invece hanno deciso di non farla non siano meritevoli di tutela e sostegno da parte della squadra per cui nutrono passione.
E dire che circa un anno fa, nello scorso campionato, il dg Corrado Di Taranto aveva scelto di rilasciare dichiarazioni quando questo tipo di provvedimento (trasferta subordinata alla fidelity) aveva colpito la sfida al Rigamonti di Brescia.
Questa volta purtroppo nulla di nulla. Quali sarebbero i presunti profili di rischio connessi ad una sfida che non va in scena da otto anni? Perché il Cesena FC non si è pronunciato a riguardo? Una grave disattenzione oppure il tacito avallo dello strumento che risponde al nome di fidelity card? Uno strumento iniquo, illiberale, divisivo, che scinde il pubblico tra tifosi che contano e tifosi che non valgono nulla.
Non è dato sapere come la dirigenza approccerà a nuove limitazioni che sicuramente colpiranno il pubblico bianconero nell’immediato futuro. A prescindere da ciò che accadrà, il silenzio in occasione di Avellino-Cesena è un enorme autogol.
