Castrovilli: “Superare gli infortuni è stato difficile soprattutto a livello mentale”
È senza dubbio il colpo inatteso del mercato invernale. Alzi la mano chi a metà gennaio - quando tutto pareva bloccato, immobile ed immutabile - avrebbe mai pensato che nell’arco di un paio di settimane sarebbe arrivato in Romagna un ex della Nazionale azzurra campione d’Europa. L’inserimento di Gaetano Castrovilli è la giusta iniezione di ottimismo e fiducia di cui in questo momento, in virtù delle quattro sconfitte nelle ultime cinque partite, il popolo bianconero ha bisogno. Visti i trascorsi del giocatore, qualche timore più emotivo che razionale sulla sua tenuta fisica è lecito. L’auspicio è che il centrocampista ex Fiorentina e Lazio possa rivelarsi un acquisto ‘alla Frabotta’, indovinato e proficuo per far cambiare passo a tutta la squadra. La conferenza stampa di presentazione del giocatore pugliese prelevato dal Bari non può che partire da questo tema. “Arrivo da anni in cui non sono stato bene fisicamente. - attacca - Quindi ho deciso di ripartire dalla Serie B perché è un campionato importante. Volevo vedere testare la mia tenuta, in un torneo notoriamente anche molto fisico. Ho scelto Cesena: è stata una trattativa molto veloce, degli ultimi giorni di mercato, però appena ho sentito che c’era questa possibilità ero molto entusiasta e sono contento della scelta”.
Come sta oggi Castrovilli? “Fisicamente molto bene. Penso che ognuno di noi a volte debba mettersi in discussione. Anche perché, ripeto, ho avuto un po’ di problemi, ma penso che l’importante sia ripartire. È stato molto difficile per me perché, più che fisicamente, l’ho accusato mentalmente. L’importante è ripartire. Ora sono concentrato sul Cesena, voglio dare una mano al mister, alla squadra, alla società e a questa bellissima città di cui mi hanno parlato veramente bene”.
Sulla collocazione tattica in cui potremmo vederlo in campo e sulle affinità con le idee calcistiche Mignani, Castrovilli dice: “Molti mi hanno parlato bene del mister. Visti i suoi trascorsi a Bari, mi hanno detto che per il suo gioco posso essere un giocatore importante. Ho guardato tante partite del Cesena, non lo nego. Ho visto una squadra che gioca molto bene. L’impianto prevede le mezzali d’inserimento e quindi penso che sia un gioco congeniale per me”.
Sulla scelta del numero di maglia Castrovilli svela un retroscena legato al suo passato. “Ho preso l’8 semplicemente perché il primo anno di Serie A lo avevo a Firenze. Mi ha portato fortuna e quindi ho deciso di riprenderlo. Di esperienze ne ho fatte tante, ma quella è la più importante. Ho conosciuto gente del calibro di Ribery e Boateng. Ciò che mi ha fatto rimanere a bocca aperta è stata la loro umiltà, una qualità che in un giocatore è importante perché si cresce pure se sei autocritico. Vai a migliorare quello che meglio sai e sono convinto che l’umiltà possa portarti veramente ad essere una persona migliore e a dare sempre di più.
Anche quella dell’Europeo del 2021 è stata un’esperienza bellissima, dove secondo me non ha vinto la squadra più forte, ma la squadra che era più ‘squadra’. La nostra forza è stata il gruppo”.
Oltre al titolo continentale, Castrovilli vanta sul curriculum oltre centotrenta gare disputate in serie A. Può essere lui il modello a cui i compagni, soprattutto i centrocampisti più giovani, possono ispirarsi per elevare il proprio livello? Castrovilli si mette a disposizione. “Voglio essere d’esempio. Colgo l’occasione per parlare di Berti, che quando io ero in prima squadra a Firenze, lui era in Primavera e qualche volta si è allenato con noi. Già all’epoca si vedevano le sue qualità. Nel centrocampo del Cesena c’è sia qualità che quantità, io spero di dare il mio apporto, anzi voglio darlo e non voglio più parlare, voglio far parlare il campo.
Io sono dell’idea che quando arriva un volto nuovo in una squadra vi sia sempre un pizzico poi di entusiasmo e quello che voglio dare io a Cesena è il massimo, una grossa mano sia a livello di campo sia soprattutto a livello umano. Devo dare l’esempio: ho avuto come compagni molti giocatori leader che mi hanno insegnato tanto e spero di poter trasmettere il tutto a mia volta”.
