Cerri: “Ultima settimana spiazzante. Da giovane non ho gestito le aspettative nel modo migliore”

Il centravanti di peso è finalmente arrivato in riva al Savio per prendersi il peso dell’attacco, se non dell’intera squadra, sulle spalle.
04.02.2026 20:00 di  Redazione TUTTOCesena   vedi letture
Fonte: @mondo_cesena
Cerri: “Ultima settimana spiazzante. Da giovane non ho gestito le aspettative nel modo migliore”
© foto di @mondo_cesena

L’oggetto del desiderio è dunque arrivato. Il Cesena ora finalmente dispone di una prima punta strutturata, imponente, che possa attrarre su di sé le difese avversarie al fine di liberare spazi per Cristian Shpendi. Alberto Cerri, giunto in Romagna dal Como, ora intende farsi conoscere al popolo bianconero e si presenta così in conferenza stampa: “Innanzitutto ringrazio il mister, il direttore e la proprietà per avermi voluto fortemente a Cesena. Sono molto orgoglioso di essere qua e adesso è il momento di mettersi sotto con le partite che sono le cose che contano. Penso e sono convinto che questa squadra sia la scelta giusta per me, poi il campo ci darà o meno ragione.
Cesena è sempre stata la mia prima scelta. Non nascondo che nell’ultima settimana sono sorti dei punti interrogativi che mi hanno un attimo spiazzato, ma è sempre stata la mia prima scelta ed ero convintissimo nel portarla avanti fino alla fine perché appunto volevo venire qua e avevo la certezza che - da parte della società, del mister e del direttore - c’era la volontà di avermi. Sono cose che ha spiegato anche ieri il direttore, che tra l’altro ringrazio per le parole spese. A livello di burocrazia so che in America si devono affrontare dei tempi un po’ più lunghi, però insomma tutto è andato bene e c’era la certezza di questo”
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In questi ultimi mesi Cerri non ha avuto modo di mostrare le proprie peculiarità sul terreno di gioco poiché gli è stato precluso di scendere in campo. Nelle sue parole non si avverte la minima traccia di risentimento per questa particolare situazione che ha dovuto, suo malgrado, vivere. “Ringrazio tanto il mister (Fabregas, ndr). Prima ancora che allenatore, è stato mio compagno di squadra: un onore incredibile. Averlo avuto come tecnico è stata un’esperienza che ogni calciatore che aspira a calcare grandi palcoscenici dovrebbe fare perché insegna veramente tanto, nella maniera giusta. Gli va dato merito di quello che sta facendo assieme a tutto lo staff e alla società. Per cinque anni ho fatto parte del Como, quindi ci tengo particolarmente a ringraziarli. Devo tanto a quella società, spero di aver dato loro tanto anch’io come uomo e come calciatore. Auguro loro il meglio”.

Al di là di questi ultimi mesi sulle rive lariane, Cerri è tuttavia reduce da una parentesi non proficua con la maglia della Salernitana nella seconda parte del campionato 2024-2025. Tuttavia non si nasconde: “L’anno scorso non hanno funzionato tante cose. Gli episodi hanno condizionato molto il nostro cammino. Ero partito bene, c’era grande attesa e fiducia, poi molte altre cose sono venute a mancare. Purtroppo fa parte del calcio, ma si va avanti”.
Un aspetto peculiare della sua avventura con il cavalluccio granata è stato sicuramente il rigore sbagliato proprio al Manuzzi, sotto la curva ferrovia. Cerri lo ha ancora impresso nella mente. “Ho pensato all’episodio a me sfavorevole l’anno scorso e ora sono molto contento che Klinsmann sia il portiere che difende la nostra porta e quindi, nel caso, sarà un pensiero in meno”.

Viene poi il momento di parlare di come sta procedendo il processo di inserimento in quella che per lui è la nuova squadra. “Conoscevo già tanti dei miei nuovi compagni di squadr. Michele Castagnetti, Simone Bastoni… Ho giocato con il fratello gemello di Shpendi e sono molto simili, mi sembra di vedere la stessa persona nello spogliatoio. Poi ancora ho ritrovato Tommy Arrigoni, mentre con Corazza ero l’anno scorso a Salerno. Sono partito avvantaggiato da questo punto di vista, ma a parte loro che conoscevo già, il gruppo si è messo subito veramente tanto a disposizione e io credo di aver fatto lo stesso con loro”.
Più nello specifico poi Cerri analizza i compagni nella zona offensiva. “Abbiamo fatto due giorni di allenamenti insieme con tutto il reparto avanzato: lo reputo di caratura importante. Anche il nuovo arrivo, Jack Vrioni, mi ha stupito in questi pochi giorni che ci siamo allenati insieme. Cristian, da quello che ho visto da fuori, è un giocatore che ha tanto margine di crescita. È un combattente, è un corridore, però è uno che ha colpi, che sa fare gol e quindi è un attaccante super valido per la categoria. Anzi io spero di dargli il mio contributo ad aumentare qualsiasi cosa che lui riesca a fare in campo e a migliorarlo in tutto e per tutto. Poi c’è Olivieri che ha dato prova di sé stesso ad Avellino: magari era un po’ che non giocava titolare, è andato subito in gol e secondo me ha fatto una bellissima partita”.
Anche la scelta del numero diviene oggetto di curiosità, poiché abbastanza insolito per un centravanti. Il 7 è un numero che mi piace. È il numero con cui giocava mio padre e quindi ci tenevo ad omaggiarlo”.

Un’ultima chiosa riguarda le aspettative che il calcio italiano riponeva su Cerri agli albori della sua carriera. Invece in massima serie ha messo a referto solo sei gol in tutta la carriera sin qui… “Sicuramente l’attesa che c’era nei miei confronti da giovane non l’ho saputa gestire nel modo migliore, però penso che faccia parte di un percorso. Adesso ho ventinove anni e penso di aver l’esperienza per gestire questa cosa che ormai non c’è più perché non sono più un giovane di prospettiva. Però non sono nemmeno vecchio, penso e son convinto di aver ancora tanto da dare e da dimostrare”.