Ma che cazzo dite?

Progettare sin da ora la stagione del Cesena 2026-27? Ma non diciamo sciocchezze! Pensiamo piuttosto a questo campionato. Ai play-off. Anche perché…
20.01.2026 10:45 di  Flavio Bertozzi   vedi letture
Ma che cazzo dite?
© foto di Ceccaroli (@shootstarkid)

Tra le tante considerazioni che ultimamente ho avuto modo di ascoltare in qualche (più o meno) blasonato covo bianconero ce n’è una che ha attirato particolarmente la mia attenzione. Questa: “Visto che il sogno promozione diretta del Cesena è svanito definitivamente e visto che vincere i play-off con questa squadra è praticamente impossibile, da qui a maggio cerchiamo di far crescere i nostri giovani. Cerchiamo di far debuttare in prima squadra 3-4 baby della Primavera, di programmare il futuro, di buttare giù le basi per la prossima stagione. Una stagione che, dopo due anni consecutivi di play-off, dovrà vederci per forza protagonisti…”. Ecco, parliamone un attimo di questa castroneria. Di questa sciocchezza. Di questa cretinata in salsa bianconera. Fatta le doverosa promessa che il mondo cadetto non è un’equazione perfetta (per chiarimenti citofonare Spezia: i liguri, dopo aver fallito lo scorso giugno l’aggancio al Paradiso per un nulla, adesso rischiano seriamente di sprofondare all’Inferno…) e ricordato anche che – salvo terremoti o tsunami devastanti – il Cavalluccio nemmeno la prossima estate avrà in cassa i soldi per programmare a tavolino una stagione da protagonista (l’ormai strombazzatissima Spending Review varata dagli Americani per il dopo-Artico è destinata a durare nel tempo…), come cazzo si fa ad ‘arrendersi’ già il 20 gennaio? Con il Cesena quinto in classifica? Con una squadra che, al di là delle sue lacune strutturali e delle sue colossali paturnie, ha probabilmente ancora buoni margini di crescita? Con un mercato di riparazione che deve ancora chiudere i propri battenti? Come cazzo si fa? Vero: la band di Mignani, in queste prime venti giornate, solo tre volte è riuscita a tenere la propria porta inviolata. Vero: lo stesso Mignani non è Bagnoli. Non è Bolchi. E non è nemmeno Bisoli Senior. Vero: Mangraviti & Friends, nelle ultime cinque uscite, sono sempre passati in svantaggio. Vero: questa squadra è Klinsmann-dipendente, Castagnetti-dipendente, Berti-dipendente e forse pure Shpendi-dipendente. Vero: all’interno della rosa bianconera ci sono ancora tanti (troppi) giocatori che in Serie B si sentono a loro agio esattamente come il Generale Roberto Vannacci e i suoi fedelissimi si sentono a loro agio a un Gay Pride. Vero anche questo: presentarsi a quella malefica roulette all’italiana ‘chiamata’ play-off partendo dalla settima o dall’ottava casella (ma anche dalla quinta o dalla sesta piazzola) non è proprio il massimo della vita. Epperò, a differenza del Cesena ‘versione’ 2024-25, questa squadra – che rispetto a un anno fa è sicuramente più matura e ha un Castagnetti in più nel motore –  se riesce a risolvere qualche suo problemino può avere tutte le carte in regola per confezionare dei play-off importanti. Dei play-off da urlo. Dei play-off sorprendenti. Dei play-off da ricordare. La stagione 2026-27 è già dietro l’angolo? E chissenefrega! Qui è meglio godersi a pieni polmoni il presente, questo Cesena da piani (quasi) alti. E lasciare perdere, almeno per ora, il futuro. Un futuro che ora come ora - per tanti (troppi) motivi, motivi anche di carattere geopolitico… - fa maledettamente rima con incognita. Con rebus. Con nebulosa. In campo. In panchina. E dietro la scrivania.


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