Per Mignani più cuore che mercato, tra ricordi e Primavera

Il tecnico dei bianconeri fa buon viso a cattivo gioco nel parlare dei mancati rinforzi che era già lecito attendere dal mercato
23.01.2026 18:30 di  Redazione TUTTOCesena   vedi letture
Per Mignani più cuore che mercato, tra ricordi e Primavera

Una partita che non sarà mai come le altre per mister Michele Mignani. Domani il Cesena affronterà il Bari, un club nel quale il tecnico genovese ha vissuto i picchi più alti della sua carriera in panchina. Un club che dalla separazione dal trainer genovese, con cui era arrivato ad un passo dal paradiso, è poi sprofondato in annate anonime o sportivamente drammatiche come il campionato 2023-2024 o quello attuale. Il condottiero del Cavalluccio non nasconde i sentimenti che tuttora prova verso il prossimo avversario: “Sono legato a Bari perché ho vissuto due anni meravigliosi e rimango sotto certi aspetti un tifoso del Bari. Sul campo tuttavia i galletti pugliesi stentano a dir poco, sono infatti giunti al terzo allenatore dopo l’ennesimo cambio. Mignani garbatamente preferisce non addentrarsi nella questione: “Raccontare quello che succede dove io non sono mi rimane difficile. C’è un insieme di situazioni che destabilizzano l’ambiente come la multiproprietà, che i tifosi non accettano volentieri. È una piazza che ambisce alla serie A e lo merita sotto l’aspetto della presenza, del tifo. Questa situazione è un dispiacere per loro e anche per me”.
Al netto delle cause che hanno fatto precipitare i biancorossi in questa spirale negativa, per la compagine romagnola il prossimo match ha l’aria di occasione irripetibile per archiviare quasi definitivamente il discorso salvezza già a gennaio, potendo così concentrarsi in seguito su obiettivi più ambiziosi. Mignani predica cautela: “Quando si comincia la partita si parte sempre da zero a zero. E ci sono sempre tante difficoltà perché questa è una categoria dove ogni settimana vincere diventa sempre una piccola impresa. Il Bari è una squadra che ha un grande blasone e una grande storia. In questo momento viene da un periodo in cui non è riuscito ad ottenere grandi risultati, però c’è stato il cambio dell’allenatore. E il cambio dell’allenatore quasi sempre porta una ventata di novità e entusiasmo. E per noi diventa più difficile preparare una partita perché possono cambiare delle situazioni tattiche all’interno della squadra”.

Su cosa nello specifico porterà l’avvicendamento tra Vivarini e Longo, Mignani si esprime così: “Io credo che un allenatore non possa in tre giorni ribaltare l’identità di una squadra. Può cercare di lavorare sulla testa, di ricreare entusiasmo. Perché poi alla fine quello che secondo me manca al Bari in questo momento è un po’ di entusiasmo. Mi aspetto un Bari voglioso di dimostrare che è vivo, convinto che la situazione possa migliorare com’è normale che sia a venti giornate dalla fine del campionato. A livello tattico, in linea di massima mi aspetto una squadra che possa giocare a tre dietro. Però quello che mi immagino io potrebbe essere diverso dalla realtà”.

Al netto dell’avversario, il Cesena domani arriva corroborato e rinfrancato nello spirito da una pesante vittoria in un derby che ha messo fine ad un breve periodo avaro di soddisfazioni. Questo il commento di Mignani sul proprio gruppo: “I ragazzi hanno lavorato bene. Ve lo dico tutte le volte: questo è un gruppo di ragazzi speciali. Io credo che ci sia anche in loro la voglia di dare continuità alla vittoria di Reggio Emilia. Per noi sarebbe molto importante. Blesa sta bene, tutti i ragazzi stanno bene. L’unico che non è a disposizione domani è Bastoni. Il mister non dà ulteriori spiegazioni sull’assenza del numero dieci ma si tratta di un piccolo stiramento che lo terrà fuori per una decina di giorni. Non è quindi una situazione legata a possibili trattative di mercato.

Di calciomercato si arriva a parlare in seguito e Mignani si approccia all’argomento con una premessa che ritiene necessaria. “Questo è un gruppo che ha fatto strabene. E ha fatto strabene sia chi ha giocato di più che chi ha giocato di meno perché alla fine quello che conta è la settimana di lavoro. E se non hai gente che lavora bene durante la settimana fai fatica a tenere i ritmi per poi proporre qualcosa la domenica”. Si entra poi nel vivo, di cosa ha bisogno questa squadra? “Allo stesso tempo è vero che tutte le squadre sono migliorabili. Non c’è da stravolgere niente però, considerando che abbiamo una rosa abbastanza ristretta, abbiamo giocatori in diffida, c’è sempre il rischio che si possa fermare qualcuno per un piccolo problema muscolare o qualche evento traumatico, è normale che abbiamo cercato con il direttore di individuare dei profili. Ne abbiamo individuati un paio che si sposerebbero con il nostro gruppo sotto l’aspetto tecnico, tattico ma soprattutto caratteriale. Credo che siano disponibili ad accettare una soluzione come la nostra proprio perché probabilmente si sono accorti che qui si possono fare le cose in un certo modo. Immagino che poi ci voglia il suo tempo ossia il tempo che si prende la società per avallare le nostre idee. Io credo che siamo sulla strada giusta”.

Se dal mercato sin qui non sono arrivati innesti, aggiunte, rinforzi - e ciò la dice lunga su ciò che accadrà a giugno… - le rotazioni potrebbero essere allungate con l’inserimento di alcuni ragazzi del settore giovanile. Che tra l’altro è stata una richiesta esplicita fatta sia dal direttore generale che dal direttore sportivo all’allenatore già la scorsa estate. Mignani pare voglioso di fare alcune precisazioni a riguardo. “Da una settimana si allena stabilmente con noi Davide Zamagni, oggi si è aggregato Galvagno. Noi teniamo sempre monitorata la situazione dei ragazzi della primavera”. Arriva poi la reale spiegazione di un impiego sino ad oggi così centellinato dei prodotti del vivaio. “Mi vengono in mente Pieraccini, Francesconi, gli Shpendi, Berti che hanno fatto un percorso dove dalla primavera hanno fatto la serie C, sono cresciuti fisicamente, tecnicamente, tatticamente per poi confermarsi in serie B. Adesso il salto è quasi doppio per cui è chiaro che c’è grande attenzione verso questi ragazzi che stanno facendo il loro percorso di crescita, che stanno facendo anche bene collettivamente nel loro campionato. Però poi da lì a dire che sono inseribili in un contesto di serie B… Bisogna valutarlo, dar loro il tempo e farlo nella maniera giusta”.