Lo spareggio di Cremona
Le persone “normali” si potrebbero ricordare il 1994 come l’ anno in cui sono accaduti i seguenti fatti: la “discesa in campo” di Berlusconi, la vittoria di Aleandro Baldi a Sanremo con “Passerà” ( con Giorgio Faletti e la sua “Signor Tenente” al secondo posto..), il suicidio di Kurt Cobain, la morte di Senna durante il Gran Premio di San Marino, l’ ultimo concerto di Frank Sinatra..
Per un tifoso del Cesena, il 1994 è l’ anno di una sola cosa: la sconfitta nello spareggio di Cremona.
Oggi è un po’ più facile parlarne, anche perché in A ci siamo tornati, finalmente, ma se quel pomeriggio le cose fossero andate diversamente avremmo dovuto aspettare 16 anni di meno: .incredibile ma vero, in quella stessa stagione Antonioli giocava già in serie A, nella Reggiana.
Era il Cesena di Hubner, di Piraccini, di Dolcetti, di “gioca bene gioca male GianBattista in Nazionale” Scugugia, di Enzo Biato…. e di Bruno Bolchi, l’ ultimo (fino a pochi mesi fa) ad averci regalato una promozione in A, nello storico spareggio di San Benedetto del Tronto: ecco, si diceva, “Maciste” è uno specialista, vedrai che la risolve anche questa volta, e fa il bis…
Contro di noi, il Padova, con Bonaiuti in porta (che per me rimane solo e sempre la riserva di Tacconi..) e “Nanu” Galderisi in attacco.
Ad arbitrare l’ incontro venne mandato Piero Ceccarini, proprio quello che qualche anno dopo, durante un Inter – Juventus, la fece fin troppo grossa…
Io quella partita me la ricordo bene: avevo 15 anni e la vidi in televisione, la trasmetteva Rai Tre: vedo ancora il gol di Hubner, la curva bianconera che esplode….”è fatta” pensavo; poi Scarafoni inizia a sbagliare parecchio, troppo, e il Padova ci punisce, per di più con due retroguardie come Cuicchi e Coppola, che oggi – sono convinto- ancora si vantano al bar con gli amici, mentre Hubner troppi ne ha fatti per ricordarli tutti.
Ho ancora davanti agli occhi Biato che, nei minuti finali, spintona Calcaterra per spronarlo a battere più in fretta un calcio da fermo, ma è tutto inutile. La gioia finale è veneta.
Io ero già pronto, con la sciarpa bianconera al collo, pregustando un raid in piazza col motorino; alla fine uscii ugualmente, ma virai per la campagna: io e il mio glorioso VMC, mai più l’ ho tirato così a tavoletta, e anzi, forse gli è stata fatale proprio quella sgroppata, perché da li a poco mi abbandonò…forse il mio urlo non l’ ha sentito nessuno, perché la marmitta era stoicamente senza silenziatore.
Il Padova sarebbe rimasto due anni in serie A, facendosi ricordare solo per aver “scoperto” l’ americano Alexi Lalas, il difensore “rock’ n roll”; quattro anni dopo il Cesena tornò il C1 e io venni lasciato dalla morosa che si mise con uno di Padova: rimane un buco nero nella mia esistenza.
Oggi in serie A ci siamo tornati: Hubner a 43 anni suonati gioca ancora nei dilettanti del Cavenago D’ Adda, così come Scugugia, che milita nel Budoni, in serie D; Biato allena i portieri del Vicenza e Calcaterra è direttore sportivo di una società che fa la seconda categoria.
E Piangerelli gioca ancora qua: ha recentemente dichiarato che intende ritirarsi togliendosi l’ ultima soddisfazione di una brillante carriera, contribuendo alla salvezza del Cesena…..incrociamo le dita “Bubu”: tanto io la sciarpa di quel pomeriggio di 17 anni fa l’ ho conservata……
