Quale futuro per questo Cesena?

Il Cavalluccio, arruolando Andrea Mancini, ha fatto cosa buona e giusta. Ora però, alle parole, dovranno seguire i fatti. Altrimenti…
10.06.2026 10:50 di  Flavio Bertozzi   vedi letture
Quale futuro per questo Cesena?

Lo dico subito. In tutta onestà. Senza fare inutili giri di parole: l’ex (e probabilmente futuro) commissario tecnico della Nazionale Roberto Mancini è un soggetto che, tra le persone verso cui io nutro una profonda antipatia, riveste sicuramente un ruolo importante. Un ruolo di primissimo piano. Tanto da giocarsi il podio con Lilli Gruber. Con Selvaggia Lucarelli. Con Alessandro Siani. Con Michele Criscitiello. Con Laura Boldrini. Con Lele Adani. E pure con quella mia vicina di casa di chiare origini calabresi che lascia sempre – ‘Cinque minutini e la sposto…’ – la sua Polo bianca davanti al mio passo carrabile. Fatta questa doverosa premessa, devo dire che sono contento per lo sbarco del figlio di Roberto in riva al Savio. Massì, sono contento. Andrea – mi sono informato, eh – è una persona seria, un grande lavoratore, uno con le idee chiare, uno che vuole arrivare lontano. Poi vabbè: Mancini Junior, nel corso del suo vernissage andato in scena qualche ora fa nelle ‘segrete’ del Manuzzi, si è sicuramente lasciato andare a qualche sbrodolata di troppo che mi ha fatto rabbrividire (“A Cesena ho trovato persone competenti…”, ha detto il neo diesse bianconero, dimenticandosi che in questo Cesena ci sono pure strani personaggi che hanno la stessa credibilità di Topo Gigio). O a qualche dichiarazione che sarà smentita dai fatti a stretto giro di posta (“Non abbiamo necessità di vendere i nostri gioielli…”, ha puntualizzato Andrea, quando invece questo Cesena ha assolutamente bisogno di mettere a segno – Berti al Cagliari? – almeno una robusta plusvalenza che possa donare un po’ di linfa vitale alle casse bianconere). Ma tutto questo che c’entra? Sempre ieri, Mancini Junior, ha detto infatti anche tante cose giuste. Tante cose intelligenti. Tante cose che mi hanno fatto tornare subito il sorriso. Concetti legati anche alla valorizzazione dei giovani (“I baby del nostro vivaio rappresentano una risorsa non solo tecnica, ma anche umana…”) e alla scelta del nuovo allenatore (“Al Cesena serve un mister – arriva Guido Pagliuca? – che sappia valorizzare quello che abbiamo in casa…”). Ecco: i baby, la valorizzazione di quello che hai in casa. Perché gira che ti rigira, purtroppo, mi tocca ritornare sempre al ‘solito’ discorso con cui vi sto – sul web, in tv – ammorbando da almeno un anno e mezzo a questa parte: se questo club non diventerà in fretta più sostenibile (più furbo, più scafato, più attento ai suoi baby, meno spendaccione, meno arrogante, meno seguace del marketing) a Cesena ne vedremo delle belle. Pardon, delle brutte. Diciamo pure delle bruttissime. Soprattutto se gli Americani continueranno a sfornare abominevoli boiate al gusto di harakiri e/o di condanna a morte. Tanto per capirci, tanto per mettere le cose in chiaro: c’è John Aiello che vorrebbe ancora riconsegnare le chiavi del ‘suo’ Cavalluccio a quell’aspirante allenatore che si fa chiamare Ashley Cole. Fate voi.