Mal di pancia ‘targati’ Cesena

Non tira certo una gran bella aria in riva al Savio, per tanti (troppi) motivi. Epperò siamo ‘solo’ ad inizio luglio. E poi…
05.07.2026 10:30 di  Flavio Bertozzi   vedi letture
Mal di pancia ‘targati’ Cesena

L’iscrizione al prossimo campionato ratificata soltanto sui titoli di coda, in extremis, in zona Cesarini. La (s)vendita di Tommaso Berti alla Cremonese messa in scena in fretta e furia ‘soltanto’ per regalare una plusvalenza porta-ossigeno al bilancio chiuso al 30 giugno 2026. La scelta di concedere un biennale da 150mila euro netti a stagione a un altro aspirante allenatore. La fuga (anche) di Nicola Campedelli dal settore giovanile. La cessione di Cristian ‘Doppia Cifra Sicura’ Shpendi sempre più dietro l’angolo. Il mercato in entrata che praticamente non è ancora partito. Lo spettro della spending review che aleggia minaccioso sulla testa di Andrea Mancini. I malumori sfoderati – ovviamente lontano da telecamere e microfoni, in qualche covo carbonaro, magari davanti a una tonno e cipolla fumante e a una bella Moretti ghiacciata… – da qualche (più o meno) vecchio cuore bianconero in preda ad inquietanti mal di pancia. Il silenzio (sempre più) assordante degli Americani. Gli attriti nella stanza dei bottoni. I pesanti dubbi sul futuro alimentati da qualche giornalista romagnolo allergico al buonismo (e al leccaculismo) ad oltranza. Dubbi peraltro leciti, eh. Dubbi anche finanziari. Soprattutto finanziari. Poche storie: di questi tempi, a Cesena, non tira certo una gran bella aria. Epperò, gentili lettrici e gentili lettori, niente catastrofismi. Massì, niente catastrofismi. Niente drammi. Niente allarmismi. D’altronde siamo ‘solo’ ad inizio luglio. Il consueto ritiro di Acquapartita prenderà il via soltanto domenica prossima. Lo start della Copp(ett)a Italia e del campionato è ancora lontano, diciamo pure lontanissimo. La campagna abbonamenti sta procedendo, come da copione, a gonfie vele. Tanti influencer di borgata hanno già sentenziato che il Cavalluccio sarà la sorpresa della prossima stagione cadetta. Macron ha assunto - udite udite - il ruolo di Technical Partner. Il club, sotto la supervisione del suo - ehm ehm - Chief Operations Officer Nicholas Aiello, ha appena varato una nuovissima app mobile al fine di garantire - leggo testualmente dal sito bianconero… - una user experience orientata ai fan. Alla corte di Alino Diamanti, come collaboratore, sta per arrivare - tutto vero, eh - l’ex Academy Football Operations Coordinator del Melbourne City. E, soprattutto, Ashley Cole è tornato Oltremanica. Massì, Ashley Cole. Ve lo ricordate, vero? Il peggior allenatore mai passato su questi lidi negli ultimi trent’anni. Quello che voleva rivoluzionare il calcio italiano. Quello che era certo al 100% di andare ai play-off. Quello che pensava che Tommaso Corazza fosse un mediano. Quello che ha ‘rovinato’ Matteo Francesconi. Quello che, piuttosto che far giocare un baby attaccante della Primavera, preferiva schierare quel catorcio di Giacomo Vrioni. Quello che, recentemente, si è pure permesso di rilasciare virgolettati imbarazzanti. Virgolettati agghiaccianti. Virgolettati da scomunica. Virgolettati come ‘…io ho migliorato il Cesena’ oppure ‘…sono stato io a a decidere di lasciare il Cesena’. Poveretto. Lui. Chi lo scorso marzo ha deciso scelleratamente di portarlo in riva al Savio. E pure chi, sino a 15 giorni fa, lo rivoleva ancora in Romagna. Sia chiaro: la scelta di affidare la panchina bianconera ad Alino Diamanti, ora come ora, fa sicuramente rima con rischio. Con incognita. Ma anche con scommessa ‘ragionata’. Un’eventuale conferma di Ashley Cole nella città dei tre papi, invece, avrebbe fatto rima ‘solo’ con autolesionismo. Con ignoranza cosmica. Con suicidio annunciato. Con fallimento.