Il Palermo è ancora attratto da Klinsmann, nonostante l’infortunio

L’estremo difensore bianconero ne avrà ancora per svariati mesi in cui dovrà restare lontano dal terreno di gioco. Ciononostante di estimatori ancora ce ne sono…
05.06.2026 07:00 di  Cristiano Comelli   vedi letture
Il Palermo è ancora attratto da Klinsmann, nonostante l’infortunio

Nome Jonathan Lee, cognome Klinsmann. Segni particolari: portiere del Cesena, al momento non è dato sapere sino a quando. Arrivato in terra romagnola dai Los Angeles Galaxy nel 2024 con trascorsi, tra le fila dei tedeschi dell’Hertha Berlino e degli svizzeri del San Gallo, era partito in sordina come riserva di Matteo Pisseri e Alessandro Siano giocando solo novanta minuti nel 2023-2024. Dopo la successiva stagione aurea culminata, grazie anche ai suoi virtuosismi con guanti alla mano, nell’accesso dei bianconeri ai play-off, quest’anno ha segnato un po’ il passo. Ma resta comunque al momento un elemento su cui la dirigenza cesenate ripone attenzione, riservandosi di valutare il da farsi quando il ragazzo avrà ritrovato una situazione fisica che profumi di ottimalità.

LA STAGIONE 2024-2025, I FASTI DEI PLAY-OFF
Jonathan da Monaco di Baviera, come detto, sbarcò nella riviera romagnola nel 2024 e aveva un’esperienza calcistica sul suolo americano che aveva rafforzato non poco il suo bagaglio umano e professionale. Dopo una sola partita nel 2023-2024, il Cesena gli diede finalmente in consegna la titolarità della propria porta durante il turno cadetto infrasettimanale, valevole per l’undicesima giornata, disputato all’Arechi di Salerno. Klinsmann dovette fare i conti durante la stagione con 12 giorni di infortunio alla mano dal 14 al 25 marzo che lo costrinsero a disertare una partita, ovvero lo 0-0 della sfida omocroma contro lo Spezia, poi tornò splendido splendente contribuendo nel complesso con le sue 29 partite giocate per 2520 minuti di frequentazione del rettangolo verde impreziositi da 7 clean sheet. I palloni che sfuggirono al suo governo e varcarono la linea bianca della sua porta furono 31.

LA STAGIONE 2025-2026, TRA SALITE E DISCESE
Klinsmann il presidiapali di bianconer vestito sembrava poter portare in fotocopia la stagione 2024-25 anche nel 2025-26. Pur se in alcune partite la sua saracinesca non si abbassa abbastanza, vedi come paradigma il cocente 0-4 subito dal Cesena all’Orogel Stadium Dino Manuzzi da parte del Venezia di Giovanni Stroppa, con Südtirol, Avellino, Modena (due volte) e Pescara mantiene invece la porta immacolata. Ma il 18 aprile un masso pesante si insinua sulla sua strada sotto forma di frattura della vertebra cervicale. Questa volta la defezione dal campo non dura soltanto 12 giorni ma il conteggio aggiornato all’ultima di campionato dice che siamo già arrivati a 44, costringendolo a dover dare forfait agli ultimi tre impegni della squadra con Sampdoria, Carrarese e Padova. A presidiare la porta cesenate provvede così Alessandro Siano, mantenendola inviolata per due sfide su tre e pagando dazio pesantemente nella sola sfida d’epilogo con il Padova. Ma questa è un’altra storia. Comunque il Cesena non ottiene i play-off, Klinsmann archivia uno score di 36 partite tradotte in 3240 minuti, 52 reti subite, 21 di più di quelle della scorsa stagione e 5 clean sheet, anche in questo caso con freccia in discesa di due tacche rispetto ai sette del 2024-25.

L’INFORTUNIO E LA FRAGILITÀ FISICA
Adesso, per Klinsmann, si pone innanzitutto il problema del recupero. Quando ciò potrà avvenire non lo saprebbe dire al momento nemmeno Nostradamus. Certo, al di là dell’infortunio con cui ha dovuto fare i conti, non è stato nel complesso il Klinsmann di cui ci si attendesse la conferma. Oltre alle quattro reti del disastroso match contro i lagunari summenzionato, infatti, non ha brillato di lucentezza d’intervento anche in diversi altri match dove lo hanno infilzato tre volte. Dal Frosinone (30 settembre 2025) all’Avellino (31 gennaio 2026), dalla Virtus Entella (10 febbraio) allo Spezia (21 febbraio), dal Monza (3 marzo) al Mantova (17 marzo). Una perforabilità eccessiva che, per le ambizioni da play-off del Cesena, è stata sicuramente tra le zavorre, anche se non l’unica come dimostra un attacco troppo Shpendi-dipendente e a fronte di Ciervo e Cerri con le pile realizzative scariche.
Quale futuro, quindi, per Klinsmann? A Cesena o lontano dalla riviera romagnola? Certo è che il portiere bianconero, anche quando non frequentava l’Orogel Stadium, in termini di infortuni subiti ha evidenziato negli anni una certa propensione eccessiva. Come al solito, i numeri hanno un’estensione vocale più acuta delle parole. Nella stagione 2017-18 un’infiammazione del tendine rotuleo lo tenne lontano dal campo per 8 giorni. Quella stagione, però, sarebbe divenuta una maledizione in servizio permanente effettivo perché si dovette poi fermare per 64 giorni per rottura dei legamenti della caviglia, 16 per infortunio alle dita dei piedi e 43 per problemi alla spalla. All’Hertha Berlino di cui era a libro paga non fecero certo i salti di gioia. Klinsmann pensò che, dopo quel plurinfortunio, l’Odissea fosse terminata. Nel 2019-20, però, fu bruscamente smentito quando una rottura dei legamenti alla caviglia lo obbligò a non rendere servigi al San Gallo per 71 giorni. Per tre stagioni sembrò che il suo fisico reggesse alla grande, sino al 2023-24 con la slogatura alla caviglia che lo portò a non poter indossare la divisa da portiere dei Los Angeles per 36 giorni. Il resto è storia d’oggi e si è svolta tutta nel teatro calcistico di Cesena.

LE POSSIBILI IMPLICAZIONI
È del tutto evidente che questa catena di infortuni induca la dirigenza cesenate a più di una riflessione. Si pone insomma la necessità di disporre di un portiere che non sia particolarmente incline a fermarsi ogni due per tre per un infortunio. Colpe non sue, ovviamente, però dalla prospettiva dirigenziale la cosa non può non preoccupare. Secondo discorso, anche questo oggetto d’analisi del senato maggiore cesenate, l’eccesso di reti subite che certo non depone a suo favore. Al di là della necessità di stabilità fisica si aggiunge quella di una figura di sicurezza tra i pali in grado di prendere a calci, oltreché la sfera di cuoio, anche l’ingenuità per evitare di trovarsela troppe volte alle spalle e di doverla raccogliere in fondo al sacco. Per il discorso di una possibile messa sul mercato del portiere originario della Baviera, invece, la questione si pone tanto per i vertici della società quanto per lui. Attualmente vi sarebbe un legame nero su bianco sino al 30 giugno 2028, ma il calcio insegna che nulla è scolpito sulla pietra. In passato il Parma gli aveva messo gli occhi addosso, poi aveva cambiato direzione. Chi invece lo punta tuttora, dopo i corteggiamenti della scorsa estate, sembra essere il Palermo che vuole lasciarsi alle spalle al più presto il sapore amaro del calice bevuto dopo l’eliminazione dai play-off con il Catanzaro. Klinsmann potrebbe dunque tornare in pianta stabile sul luogo del misfatto, in quel Renzo Barbera in cui si è procurato il tremendo infortunio che lo sta tenendo fermo. Tutto, però, si lega ai suoi tempi di recupero. Ed è la certezza su questi ultimi a poter aprire la porta ad altre certezze successive.