AUGURI RAOUL Quella volta che il Re del Liscio poteva comprare il Cesena

Dino Manuzzi, nella seconda metà degli anni settanta, chiese aiuto al nipote di Secondo: la fumata fu nerissima. Più di 40 anni dopo, in riva al Savio, c’è un altro grosso problema…
14.08.2021 11:35 di  Flavio Bertozzi   vedi letture
AUGURI RAOUL Quella volta che il Re del Liscio poteva comprare il Cesena

Diciamo le cose come stanno.

Raoul Casadei, per la sua amata Romagna, ha fatto tanto.

Tantissimo.

Raoul, con le sue ruspanti mazurche di periferia, ha fatto innamorare (anche) i nostri genitori. Raoul, con i suoi slogan musicali ‘targati’ genuinità, ha convinto migliaia e migliaia di turisti che il mare di Gatteo a Mare era più azzurro e più invitante di quello di Portofino. Raoul poi, con le sue frizzanti hit estive pregne di solarità, ha portato la Romagna nel Mondo. Dimostrando sul campo che il liscio non è mica una musica da serie C o da serie B, ma una musica da Champions League. Anzi, da Superlega.

Raoul però, se la storia fosse andata diversamente, avrebbe potuto fare ancora di più per la Terra del Sangiovese e della Piadina. In pochissimi lo sanno: c’è stato un tempo lontano – era la seconda metà degli anni settanta – in cui al nipote di Secondo Casadei fu offerto nientepopodimeno che l’ingresso nel Cesena Calcio. O, qualche ben informato sussurra, addirittura l’acquisizione dell’intera società bianconera. Quelli erano gli impolverati anni del Post-Magdeburgo, gli anni bui (anche) della serie B ‘targata’ Marchioro. A livello di pecunia il Cesena non se la spassava poi troppo bene. Servivano – proprio come oggi – nuovi capitali, forze fresche. Ecco, sì. Qualcuno giura così che l’allora presidente bianconero Dino Manuzzi, aiutato dal Conte Alberto Rognoni, ci… provò con Raoul. Inutilmente, però. Perché Raoul, impegnato più che mai su e giù per lo Stivale con la sua famosa e richiestissima Orchestra Spettacolo, pur essendo un ‘vero’ tifoso del Cavalluccio, non aveva tempo di entrare nel dorato (ma insidioso) mondo del calcio.

Diciamo le cose come stanno.

Raoul Casadei, per la Romagna, ha fatto tanto.

Tantissimo.

Chissà però cosa sarebbe successo se, il Re del liscio, fosse entrato anche nella stanza dei bottoni bianconeri.

Ah, prima di chiudere un’ultima (importante, importantissima) cosa: Raoul, domani, avrebbe compiuto 84 anni.

Ed allora, visto che Raoul continua a vivere attraverso le sue splendide canzoni pregne di passione ed allegria contadina, visto che anche questo Ferragosto sarà il Ferragosto di Raoul (a proposito: lo scalpitante Mirko Casadei, proprio per domani sera, in onore di suo babbo, ha preparato una strepitosa festa di compleanno con grandi ospiti in Piazza Romagna Mia a Gatteo Mare…), lasciatemi ancora una volta fare gli auguri al Mito. Ed allora… tanti auguri, carissimo Raoul. Sperando che, ‘quel’ Romagna Capitale stampato sulle nuove maglie bianconere, porti un po’ di fortuna a questo nuovo Cesena che d’ora in poi farà sempre meno rima con ‘quella’ Romagna e Sangiovese che noi tutti portiamo ancora dentro al cuore…

Romagna e Sangiovese
C’è sempre nel mio cuore
Quest’aria di paese
Ci invita a far l’amore
La briscola e il tressette
Si gioca all’osteria
E col bicchiere in mano
Si canta in allegria
E quando vien la notte romagnola
La mì murosa bella e campagnola
Mi invita a far l’amore
Amor senza pretese
Evviva la Romagna
Evviva il Sangiovese