L’entusiasmo di Mancini: “La mia idea era subito Cesena, liberarmi dalla Sampdoria è stato un po’ lungo”

Il nuovo direttore sportivo si presenta alla Romagna bianconera. Idee chiare sulle linee guida da seguire nella costruzione della squadra.
09.06.2026 13:10 di  Redazione TUTTOCesena   vedi letture
L’entusiasmo di Mancini: “La mia idea era subito Cesena, liberarmi dalla Sampdoria è stato un po’ lungo”

Il nuovo ds bianconero Andrea Mancini si presenta al Cesena con una linea di lavoro già definita: identità, sostenibilità, giovani e scelta dell’allenatore senza margini d’errore.
Il nuovo direttore sportivo bianconero ha aperto la conferenza ringraziando la società: “È un grandissimo onore entrare a far parte di questa famiglia. La storia del Cesena parla da sola.

L’avvicinamento è stato lungo: i primi contatti sono arrivati “verso la fine del campionato”, ma Mancini era ancora legato alla Sampdoria. “Ci siamo piaciuti sin da subito. La mia idea era subito Cesena, poi liberarmi dalla Sampdoria è stato un po’ più lungo del dovuto”.

La proprietà gli ha chiesto di “creare un progetto solido e sostenibile” e di valorizzare i giovani, patrimonio del club. Sull’obiettivo stagionale Mancini evita slogan facili: “Bisogna migliorare le stagioni precedenti, ma soprattutto rendere orgogliosi i tifosi”. La parola d’ordine sarà costruire un’identità: “Dare il massimo in ogni allenamento e in ogni partita, perché la piazza possa essere orgogliosa.

Il primo nodo è l’allenatore. Nessun nome in vantaggio, assicura Mancini, ma una lista di profili da valutare con attenzione: “Non dobbiamo sbagliare la scelta. Serve un allenatore che ci aiuti a valorizzare quello che abbiamo in casa e a creare un calcio propositivo, offensivo, e tutti gli allenatori che stiamo sentendo hanno questo in comune”. L’auspicio è chiudere “senza andare troppo in là della prossima settimana”.

Sul mercato, Mancini parte dalla base attuale di 17 calciatori sotto contratto: “Ci sono giocatori importanti e una buona struttura su cui ripartire”. Inevitabile il passaggio su Berti e Shpendi: “Sono giocatori importanti, dimostrano come Cesena sappia valorizzare i propri giovani. Non abbiamo necessità di vendere, ma valuteremo insieme alla società e ai ragazzi il percorso migliore”.

L’esperienza al Barcellona resta un riferimento forte: “Ho imparato tanto, soprattutto su come valorizzano i giovani. Se un club con quella pressione riesce ogni anno a portare quattro o sei ragazzi in prima squadra, perché non può farlo anche il Cesena?. Per questo guarda alla Primavera: “Vorrei riuscire ad aggregare stabilmente alla prima squadra tre-quattro giovani”.

Infine il metodo per la scelta della squadra della prossima stagione, con un budget ancora da decidere: tattica, dati e tecnica sì, ma senza perdere il contatto umano: “I numeri fanno parte del mondo nuovo e possono essere un supporto importante, però a me interessa conoscere al meglio i giocatori e portare a Cesena calciatori capaci di creare valore e integrarsi con cultura e identità del club.