Abbonamenti anticipati e al buio: il Cesena ha qualche ansia d’iscrizione?
Il countdown è terminato: domani, mercoledì 3 giugno, prenderà ufficialmente il via la nuova campagna abbonamenti del Cesena FC. Una partenza anticipata se si pensa al recente passato: nel 2024, anno del ritorno del Cavalluccio in serie B, la campagna venne annunciata il 10 giugno; nel 2025 invece il 12 dello stesso mese. E in entrambe le circostanze era già presente in organigramma almeno il direttore sportivo, se non anche l’allenatore, che avrebbe costruito la squadra nell’immediato futuro.
Questa frenetica urgenza di bruciare i tempi per far sì che i tifosi accorrano a rinnovare o sottoscrivere il proprio abbonamento, se la si mette in relazione con il contemporaneo ritardo sul versante prettamente tecnico con il club ancora ufficialmente privo di ds e mister, palesa la fatica della società nel programmare la complessa macchina burocratica e finanziaria della nuova stagione, ivi comprese le scadenze federali per l’iscrizione al campionato.
Il dibattito nell’ultima puntata di TuttoCesena Live è stato proprio incentrato su questa critica rivolta alla proprietà: a campagna abbonamenti aperta la società si trova senza un chiaro e definito piano industriale, priva anche di figure chiave per comprendere quale sarà il reale progetto tecnico per la prossima imminente stagione.
Chiedere un atto di fede a scatola vuota in un momento di tale incertezza è una scelta rischiosa. Impossibile non ricordare lo spettro del recente passato, paragonando questa fretta gestionale a quella analoga risalente agli ultimi anni dell’AC Cesena con Giorgio Lugaresi presidente, quando giugno era diventato per antonomasia il mese nel quale raggranellare liquidità lucrando sulla passione dei tifosi pronti ad abbonarsi a prescindere. Perché se è vero che è raro che un club di pari categoria decida di aprire i botteghini all’inizio di giugno senza aver prima presentato i quadri tecnici, è altrettanto vero che Cesena vanta una piazza storica, abituata a rispondere ‘presente’ a prescindere dai nomi in organico. La società attuale punta ancora forte sul legame viscerale del territorio con i colori bianconeri. Resta da capire se questa strategia, dettata da evidenti necessità di pianificazione economica interna, pagherà in termini di numeri.
Su tale argomento non poteva mancare una considerazione sulla carta stampata locale che, invece di evidenziare questo parallelismo temporale che è sotto gli occhi di tutti, si permette di gettare discredito sul tecnico uscente Ashley Cole, con l’intento di voler interferire nella decisione del club sul suo destino e nella speranza non venga riconfermato, facendo allusioni ineleganti che lo dipingono come uno iettatore in quanto lo scorso sabato era presente alla Puskás Aréna di Budapest per assistere alla finale di Champions League tra l’Arsenal - squadra in cui Cole aveva militato da calciatore - il Paris Saint-Germain che si è aggiudicato il trofeo.
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