Bisoli: “Diamanti a Cesena? Farà bene. Berti? Grossa perdita…”
Dopo quella di Ashley ‘Tafazzi’ Cole, ecco dunque un’altra (rischiosa, rischiosissima) scommessa in panchina. Un altro allenatore che non ha mai allenato in Serie B. Un altro condottiero che fa rima con incognita e con amicizie (molto, troppo) pesanti. Questa volta però, almeno, il Cavalluccio si è portato in casa un mister italiano. Un personaggio che sa dove si trova Cesena sulla cartina geografica. Un ‘figlio’ di Pierpaolo Bisoli. Un ‘pupillo’ del trainer più vincente di sempre in riva al Savio. Meglio di niente, giusto?
Bisoli, lei Diamanti lo conosce bene. Anzi, benissimo…
“Innanzitutto Diamanti l’ho avuto come giocatore a Prato (tra il 2006 e il 2007, ndr). Dopo un paio di allenamenti ho subito compreso il suo immenso talento. L’ho preso da parte e gli ho detto: se ascolti i miei consigli, vedrai che presto finirai in Serie A. Ed infatti, un anno e mezzo dopo, è andato al Livorno…”
Diamanti l’ha poi ritrovato a Bologna nel 2011…
“Sono stato io a volerlo a tutti i costi in Emilia. I tifosi del Bologna, questa cosa, la sanno bene. E continuano ancora oggi a ringraziarmi. Alino era un giocatore fantastico, capace di giocate da gran campione: la sua carriera parla per lui. È sicuramente l’atleta più forte che io abbia mai allenato in carriera…”
Avrebbe mai immaginato di ritrovarselo un giorno come collega?
“Sono sincero: assolutamente no. Anche perché Alino era un tipo un po’ pazzerello (risata, ndr). Detto questo sono felicissimo del suo sbarco a Cesena. Vero, non ha esperienza in Italia in panchina. Però ha già fatto un po’ di apprendistato in Australia. Conosco le sue doti umane, le sue idee, la sua professionalità. Ho delle vibrazioni positive: in bianconero farà bene. A Cesena poi, dopo la sfortunata (diciamo pure agghiacciante, ndr) parentesi legata a Cole, serviva un po’ di freschezza…”
Suo figlio che fa? Resta a Cesena o magari torna a Brescia?
“No no, Dimitri resta sicuramente a Cesena. La scorsa stagione, per via di qualche problema fisico di troppo, non è riuscito a far vedere tutto il suo valore. Ma adesso sta bene e non vede l’ora di rimettersi in moto. Per me Dimitri, nel suo ruolo, è tra i migliori della Serie B. E non lo dico perché sono suo padre…”
Restiamo a centrocampo: brutta perdita quella di Berti.
“Bruttissima perdita. Anche perché Berti, alla giocata sopraffina e alla freschezza atletica, sapeva unire anche una dote che non è mai facile trovare nel calcio moderno: l’attaccamento alla maglia. Berti dava tutto per il Cesena, non sarà facile sostituirlo. Questa è una brutta gatta da pelare…”
E lei? È pronto per questa nuova affascinante (e spiazzante) esperienza alla Pistoiese?
“Bertozzi, tu lo sai bene: per me la categoria non conta. Io vado dove posso trovare un progetto serio e delle persone per bene. A, B, C o D: per me non cambia nulla. Ho quasi 60 anni, ma la voglia di allenare e di vincere è sempre quella del primo giorno. Ho il fuoco dentro, pure io non vedo l’ora di rimettermi in pista (l’ufficialità del suo sbarco a Pistoia arriverà nei prossimi giorni, ndr)”.
