Torneranno ancora le notti (più o meno) magiche?

A breve partiranno i Mondiali. E gli azzurri, per la terza volta di fila, non ci saranno…
06.06.2026 07:00 di  Flavio Bertozzi   vedi letture
Torneranno ancora le notti (più o meno) magiche?

C’è chi sogna le tette di Elettra Lamborghini. Chi il culo di Diletta Leotta. Chi gli atolli delle Maldive. Chi un nuovo condono edilizio. Chi il ritorno del Festivalbar. Chi la morte della propria suocera. Io no. Io sogno – ehm ehm – i mondiali di calcio. I mondiali di una volta. Massì, i mondiali di una volta. Stanotte ad esempio – colpa della peperonata cucinata da mia moglie ieri per cena? – ho sognato i mondiali andati in scena nell’anno del Signore millenovecentonovantaquattro. Cazzo, i mondiali a stelle e strisce del millenovecentonovantaquattro. Quanti ricordi. Ricordi tossici, a dire la verità. Ricordi nocivi. Che come sono andati a finire per l’Italia quei maledetti mondiali di calcio – finalissima persa ai rigori contro il Brasile, nel forno del Rose Bowl di Pasadena… – ce lo ricordiamo tutti. Ma proprio tutti, eh. Che mazzata tremenda, quei mondiali. Che mazzata. Però almeno, nell’anno del Signore millenovecentonovantaquattro, ai mondiali ci andavamo ancora. Sì, ci andavamo ancora. Mica come adesso. Che le ultime tre volte che abbiamo provato ad andarci ci siamo fatti cacciare fuori direttamente nelle qualificazioni. Prima da una modestissima Svezia, poi da una Macedonia del Nord infarcita di mediocrità ed infine da una Bosnia gonfia di lacune. Nostalgia. Nostalgia canaglia. Di una strada, di un amico, di un bar, di un allenatore, di un giocatore. Ma anche di quelle serate passate (in casa, al bar, in piazza, direttamente in spiaggia…) davanti alla tv o a qualche maxischermo a vedere le partite dell’Italia. Che quando mi tornano in mente tutte quelle notti d’estate (più o meno) magiche colorate di azzurro che hanno scandito la mia – e probabilmente pure la vostra… – giovinezza, penso sempre a tutti quei ragazzi che (se tutto andrà bene…) arriveranno a vent’anni senza aver mai visto la Nazionale ai Mondiali. A tutti quei ragazzi che non hanno mai avuto la possibilità di vivere sulla propria pelle tutte quelle meravigliose sensazioni che soltanto un mondiale di calcio all’italiana può regalarti. A tutti quei ragazzi che si sono persi (anche) le leggendarie telecronache di Bruno Pizzul. Telecronache gonfie di passione, di professionalità, di preparazione, di romanticismo. Telecronache che aiutavano ad aumentare l’autostima di noi italiani. Telecronache in cui non facevano sistematicamente irruzione – proprio come oggi – tarantolatissimi e sfigatissimi commentatori in grado di trasformare modestissime giocate in prodezze a dir poco strepitose. Tarantolatissimi e sfigatissimi commentatori tecnici che, se fosse per me, sarebbero da rinchiudere a vita – come dei Cagliostro qualunque – in una cella della Rocca di San Leo. Assieme a tutti quei bolsi parrucconi che hanno rovinato il calcio italiano.


Notti magiche inseguendo un goal
Sotto il cielo di un’estate italiana
E negli occhi tuoi voglia di vincere
Un’estate un’avventura in più