INADEGUATI
Troise? Vecchi? De Giorgio? Magnanelli? Pagliuca? Un amico di Melby? Un cugino di Aiello? Un nipote del Condor che abita appena fuori Londra? Il figlio di Mr. Bean? Irama? Topo Gigio? Allora, ricapitoliamo: a Cesena, per il dopo Cole, stanno cercando un allenatore emergente ma già con qualche succosa esperienza alle spalle. Un allenatore che possa essere un buon padre di famiglia con i suoi ragazzi ma che al contempo non abbia un carattere troppo spigoloso. Un allenatore che conosca perfettamente la lingua inglese ma che al tempo stesso abbia pure una discreta padronanza del congiuntivo nostrano. Niente da fare: spesso, vedendo cosa combinano (o, più semplicemente, cosa pensano…) gli Americani, rabbrividisco. Inorridisco. Massì, rabbrividisco. Provo a spiegarmi meglio. Aiello & Friends? Sono brave persone, eh. Bravissime persone. Persone per bene. In riva al Savio, sul ponte di comando, a livello etico-morale in passato abbiamo visto ben di peggio. Ma questo che c’entra? Io devo valutare altri aspetti e, questi Americani, sul fronte prettamente tecnico paiono sempre più in confusione. Sempre più non all’altezza. Sempre più inadeguati. Oh, ecco. Finalmente! Ho trovato la ‘parolina’ che stavo cercando. Inadeguati. INADEGUATI. Inadeguati come tutti quei tatuatissimi trapper senza voce e senza talento che ogni anno vengono mandati allo sbaraglio (anche) sul nobile palco del Festival di Sanremo. Inadeguati come tutti quei bollitissimi morti di fama (pardon, di fame) che provano ciclicamente a riciclarsi in qualche squallido reality show gonfio di silicone, di merda e di ignoranza cosmica. Inadeguati come tutti quei faziosissimi politici della Peggior Sinistra che sognano ad occhi aperti un’Italia senza italiani, un’Italia sequestrata dai barbari. Inadeguati come tutti quei bolsissimi chef stellati che spacciano per proprie delle vecchie ricette ideate da Benedetta ‘L’ho fatto in casa per voi’ Rossi. Inadeguati come certi comunicati (più o meno) ufficiali che vengono diramati dal Cesena a firma Corrado Di Taranto. Ecco, sì: parliamone di questa cosa. Brevemente. Fatta la doverosa premessa che tali comunicati dovrebbero portare la firma degli Americani e non di un ‘semplice’ dirigente sportivo, io mi chiedo: ma si potrà mai scrivere che il Cesena sul fronte allenatore ‘…sta lavorando in un clima di confronto costruttivo che ci permetterà di arrivare alla decisione migliore per il club: chiedo dunque ai nostri tifosi di fidarsi…’? No, ma stiamo scherzando?!? Una proprietà che appena tre mesi fa si è permessa di portarsi in casa (solo ed esclusivamente per motivi di marketing, per motivi di interesse economico, per motivi che nulla avevano a che fare col calcio giocato) un allenatore che non sapeva nemmeno dove fosse Cesena sulla cartina, una proprietà che ha deciso in totale autonomia di mettere in scena quel tafazziano ribaltone non informando nemmeno preventivamente il povero (e – sigh – defenestrato di fatto) Fusco, ora si permette pure di parlare di confronto costruttivo e di tifosi che si devono fidare del lavoro svolto dal club?!? Ma siamo pazzi?!? Suvvia, caro Cesena: lascia perdere. O meglio, invece che pubblicare queste boiate pazzesche, cerca di darti una mossa. Che 44 giorni dopo quell’abominevole 3-4 interno con il Padova che ha decretato la fine anticipata della stagione bianconera 2025-26, per giunta con il ritiro di Acquapartita sempre più dietro l’angolo, il Cavalluccio (o quel che resta del Cavalluccio) è ancora senza uno straccio di allenatore.
