In morte di un avversario

01.08.2011 15:33 di  Francesco Pizzinelli   vedi letture
In morte di un avversario
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© foto di Federico De Luca

Andrea Pazzagli non era un fenomeno, ma neanche un brocco: dalle parti di Bologna, solo in quegli anni, ne sono passati di meglio (Cusin…) e di molto peggio (Valleriani…). Quando Sebastiano Rossi passò al Milan, non ci fu in effetti più storia: perso il posto, ritornò alla base, in quella Bologna dove era calcisticamente nato una quindicina di anni prima. Ricordo ancora un derby, in serie B: la Mare parte con gli sfottò, “Sebastiano t’ ha ciavè!!” e simili…a Pazzagli evidentemente ancora rodeva, così si gira e invita polemicamente la curva a proseguire con i cori. Fatale errore….alla fine vinciamo noi con gol di Lerda. Pazzagli non era un fenomeno, ma ha ugualmente vinto 1 Coppa dei Campioni, 2 Coppe UEFA e 1 Coppa Intercontinentale. Quando morì il figlio di Giovanni Galli lui, che era anche un cantautore, gli dedicò una canzone.

Andrea Pazzagli è morto il 31 Luglio, a soli 51 anni, probabilmente per un infarto mentre era in vacanza con la famiglia: da dieci anni era il responsabile dei portieri delle nazionali giovanili.

Se ne va un altro pezzo di un calcio che non c’ è più.