Il Cesena e l'impressionismo
Durante la seconda metà (inoltrata...) dell' 800, in pittura scoppiò una bomba: chi dipingeva non se ne stava sopra un quadro per settimane se non mesi, ma in poco tempo, con rapidi colpi di spatola, pensò bene di raccogliere soprattutto le emozioni che lo percorrevano in quel momento preciso: le sue impressioni, appunto; è appena necessario che vi faccia i nomi di Monet, Gauguin, Renoir, lo stesso Van Gogh, si trattò di una delle correnti più affascinanti ed influenti della nostra cultura.
Ora, se avete l' occasione di andare a vedere una bella mostra sull' impressionismo fate una prova, iniziate a guardare il quadro partendo da molto vicini...poi, gradualmente, allontanatevi: quello che all' inizio poteva sembrare un miscuglio di colori e grumi materici, piano piano inizia a prendere forma e diventa sempre più chiaro: ed ecco allora che quella chiazza bianca, alla giusta distanza, diventa una ninfea di Monet.
Ora però qui noi parliamo di calcio di solito e, tranquilli, anche questa volta.
Il Cesena sembrava rinato un pò a tutti, francamente c' ero cascato pure io: vittoria a Bologna, ma soprattutto col Genoa in casa e, meraviglia delle meraviglie, scacco al Palermo in casa loro: ci stiamo riprendendo, i giocatori hanno ritrovato le motivazioni e il mordente, non erano poi così scarsi in fondo, bastava dargli un gioco.
Poi però sono passate un paio di settimane, ci siamo allontanati da quei bei risultati e, proprio come un quadro impressionista, ora forse siamo alla giusta distanza per vedere bene: proprio domenica il Genoa ha perso SEI a UNO a Napoli, praticamente obbligando Preziosi a sostituire Malesani (odiatissimo dalla piazza..) con Marino; stessa cosa a Palermo, dove la "rivelazione" Mangia è stato fatto fuori da Zamparini, sempre per una cronica crisi di risultati.
Avevamo vinto contro Genoa e Palermo, e Genoa e Palermo, in crisi nera, hanno cambiato la guida tecnica.
E allora ecco che quei due bei risultati, visti alla giusta distanza, finalmente appaiono per quello che sono.
