Cesena, una squadra di tappi campione d'Italia

Il "Museo bianconero" è una rubrica che riporta ogni settimana un "pezzo da collezione" griffato Cesena. Una foto ingiallita, una vecchia rivista, una figurina, il biglietto di una partita storica, maglie o altri gadget bianconeri.
23.12.2010 16:26 di  Giovanni Guiducci   vedi letture
La formazione del Cesena 1973-74 dei tappi Karamalz, con Gian Luigi Savoldi II in primo piano (collezione Pierpaolo Rossi)
La formazione del Cesena 1973-74 dei tappi Karamalz, con Gian Luigi Savoldi II in primo piano (collezione Pierpaolo Rossi)

Oggi i “tappi” del Cesena sono i piccoletti Nagatomo, Giaccherini e, fino a poco tempo fa, anche De Feudis. Ieri invece tutta la squadra bianconera era letteralmente composta da tappi, da tappi a corona di latta come quelli della birra Karamalz (vedi foto accanto). Nella stagione 1973-74, la prima in serie A nella storia del Cesena, vennero prodotti per ognuna delle 16 squadre del campionato 11 tappini con all’interno riprodotta la foto di un giocatore. Per i tifosi “analcolici” c’era la possibilità di procurarsi i tappi nuovi della squadra del cuore nei negozi di casalinghi o di ferramenta, dove erano venduti per l’imbottigliamento di succhi di frutta, che in quegli anni era abitudine farsi in casa.
Gli undici giocatori scelti per rappresentate il Cesena erano Boranga, Ceccarelli, Ammoniaci, Festa, Cera, Orlandi, Brignani, Savoldi, Bertarelli, Toschia e Braida. A ben guardare la formazione proposta per i bianconeri contiene un falso non tanto storico, piuttosto tattico, in quanto un simile undici mai l’allenatore Bersellini avrebbe mandato in campo. All’poca infatti il tipico schieramento delle squadre prevedeva davanti al portiere una difesa con due terzini, uno stopper e un libero staccato dietro, a centrocampo un mediano di spinta, un’ala-tornante (di solito a destra), due mezzale (di cui un registra), in attacco un centravanti e un’altra ala (in genere il numero 11). Ora il Cesena proposto dalla Karamalz manca di uno stopper (che era Danova e in alternativa Zaniboni o Frosio), mentre in avanti tra Bertarelli (centravanti), Toschi (ala sinistra) e Braida (centravanti-ala d’attacco) un tappo è di troppo.
In ogni caso, una volta allestita la propria squadra i bambini potevano sfidarsi in una sorta di Subbuteo utilizzando il tappino con il disegno del pallone. Si racconta che in uno di questi campionati a colpi di “ciccotti” giocato in una strada del quartiere Vigne, il Cesena si laureò campione d’Italia davanti all’Inter di Mazzola e al Milan di Rivera.
 

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