Guelfi e Ghibellini

07.04.2021 23:11 di Stefano Severi   Vedi letture
Guelfi e Ghibellini

1. Guelfi e Ghibellini: in fondo le fazioni fanno parte della storia di Cesena e niente più di un allenatore riesce a creare divisioni. Ci siamo letteralmente scannati per Castori, poi per Bisoli, per Drago, ancora Castori, poi Angelini e oggi William Viali è l’oggetto del contendere. È colpa sua la mezza sconfitta di Ravenna?

2. Perché, ammettiamolo, il Ravenna era il miglior avversario da affrontare in questo momento: modesto tecnicamente, con il morale sotto i tacchi e propenso a mollare la presa al primo affondo avversario. Peccato solo che il primo affondo del Cesena sia arrivato a tre minuti dal novantesimo.

3. È proprio su questa prolungata sterilità che che verte la principale critica al tecnico bianconero al quale si rinfaccia – ma chissà da dove sarà uscita questa indiscrezione – di aver alzato troppo le pretese per il prossimo campionato (tecniche, non economiche) quando la squadra collezionava undici successi consecutivi salvo poi perdere il controllo della situazione.

4. Ma è davvero così? Viali ha davvero perso il polso della situazione e la squadra non lo segue più? La partita di Ravenna dimostra l’esatto contrario: nonostante le evidenti difficoltà riscontrate nel primo tempo – dovute più a grossolani errori individuali che a scelte tattiche – Viali ha indovinato tutte le scelte nella ripresa per riacciuffare la partita.

5. Le sostituzioni di Longo e Zappella in difficoltà, la fiducia data a Nanni e la sostituzione di Bortolussi – mi chiedo in quanti in quel momento abbiamo considerato Viali un pazzo assoluto – l’inserimento di Di Gennaro e Ciofi: l’inerzia della partita è cambiata nonostante siano note le difficoltà del Cesena contro le squadre che praticano catenaccio e contropiede. E nonostante l’inferiorità numerica.

6. Si può tranquillamente asserire che la partita sia stata brutta, che la formazione iniziale non fosse la migliore possibile, che il Ravenna era reduce proprio come il Cesena da un lungo stop dovuto al covid (ma con un tour de force meno impressionante alle spalle di quello dei bianconeri) ma non che Viali non abbia apportato le giuste modifiche in corsa.

7. Anzi, questo pareggio dimostra ancora una volta quanto sia grande il rammarico per l’ecatombe di infortunati – veri e immaginari – che ha travolto il Cesena. È bastato ritrovare per soli 34 minuti più recupero Di Gennaro per cambiare completamente passo.

8. Vogliamo poi crocifiggere Steffè per il più grave degli errori commessi oggi a Ravenna? Uno che a lungo ha tirato la carretta a centrocampo, arrivato ad Aprile coi muscoli doloranti come Van del Poel negli ultimi 50 metri del Giro delle Fiandre: è giusto addossare le responsabilità ad uno così?

9. Se da un lato è quindi giusto evitare trionfalismi per un pareggio che comunque sa di più di sconfitta, dall’altro non bisogna nemmeno lasciarsi andare a catastrofismi. È lecito non essere soddisfatti del punto ma se è vero che l’obiettivo societario è dare continuità a questo gruppo, allora si tratta di un’importantissima esperienza.

10. E si ritorna sempre allo stesso discorso: programmare il futuro è la chiave di ogni società vincente. Viali e Zebi ci sono: il Cesena è pronto per riallacciare il filo?