Qualcuno protegga Mignani da sé stesso
1. La partita con il Pescara non faceva testo: i timori della vigilia si sono concretizzati. Era però impensabile subire così tanto da una squadra in lotta per non retrocedere, che non vinceva da sette turni.
2. È un frangente tipo la trasferta di Carrara del campionato precedente? Sì, in tutto e per tutto. La differenza sta solo nella rete del centravanti ultimo arrivato.
3. Questa sconfitta è colpa dell’Hobgoblin? Mignani continua a fare Mignani, non che ci si potesse aspettare altro.
4. L’esperimento che si ostina a portare avanti: Francesconi davanti alla difesa già poco più di un mese fa era costato la sconfitta con l’Empoli; oggi viene riproposto e in meno di dieci minuti si è già fatto ammonire… e il primo gol ligure nasce da una sua palla persa.
5. Non si può gettare la croce addosso a Francesconi che solo pochi giorni fa aveva finalmente trovato la gioia del gol. Così come non si può colpevolizzare Shpendi per il periodo opaco davanti alla porta, se in ogni partita parti sistematicamente con almeno un gol al passivo.
6. Ciervo necessitava di riposo, se n’erano accorti più o meno tutti. È stato l’unico della batteria di esterni a restare in campo dall’inizio alla fine. Viene difficile non interpretare tutto ciò come un gesto di sfida dell’allenatore verso un ambiente con cui piena sintonia non c’è mai stata.
7. Come venirne fuori? Se ha ragioni di fondamento il parallelismo con il 2024-2025, se ne può uscire allo stesso modo? Difficile. Non c’è una sosta nel giro di breve, come tra la trasferta di Carrara e il match con il Cittadella, che possa concedere tempo a Mignani per chiarirsi le idee. Un anno fa inoltre furono gli innesti di mercato a dare nuovo equilibrio all’undici, Saric su tutti. Venendo al presente, avendo preso un esterno e tre giocatori prettamente offensivi, appare improbabile possa accadere altrettanto.
8. La palla passa giocoforza al ds: ora o sta vicino a questo allenatore e lo protegge, soprattutto dalle sue stesse incomprensibili fissazioni, oppure…
9. Che Mignani potesse incappare nello stesso ‘periodo no’ della scorsa stagione era una paura che speravamo di esorcizzare semplicemente non pensandoci. Noi che il Cesena, da vicino o da lontano, lo viviamo solo dall’esterno. Chi invece è all’interno del club ed è vicino al tecnico doveva lavorare per prevenire lo scenario in cui il Cavalluccio è incappato.
10. Qui in questo spazio, aggrappandoci ai 37 punti in classifica che - va ribadito - non sono pochi, evitiamo di farci prendere dallo scoramento. Se invece vi va di leggere un parere più drastico che non coincide con questo, vi invitiamo a leggere la rubrica di Stefano Severi.
A questo link trovate i 10 (s)punti
