Mignani temporeggia prima di lanciare i nuovi acquisti. “Per giocare dall’inizio devi essere più vicino al benissimo che al bene”
Dopo aver scontato il turno di squalifica contro il Pescara, mister Mignani tornerà a sedersi in panchina in casa della Virtus Entella, sulla quale si è espresso così: “Credo che adesso loro abbiano un’idea di calcio abbastanza consolidata, un calcio con grande aggressività, con grande intensità, soprattutto in casa loro sul loro campo, che è sintetico. È una squadra che va alla ricerca abbastanza diretta della profondità, della porta avversaria, ma ha anche dei giocatori che hanno qualità nella gestione della palla per cui credo che sarà una partita fisica, dove dovremmo contrapporre grande intensità per cercare di pareggiare la loro. Poi però noi abbiamo le nostre caratteristiche, le nostre qualità, che speriamo, com’è successo tante volte, di riuscire a mettere in campo, che l’avversario ce lo permetta, ce lo conceda e che noi riusciamo ad esprimerci come vorremmo”.
Altro tema è quello inerente la sessione di mercato invernale conclusasi una settimana fa. “Quando arrivi a gennaio e c’è una finestra di mercato che dura un mese, è chiaro che un allenatore magari si aspetta di vedere qualche faccia nuova che gli porta un po’ di energia, di aria fresca. Chi arriva è in grado di dare nuova energia, soprattutto rispetto a quelli che sono più scontenti di come è andata la prima parte di stagione, perché ci sono sempre quelli che giocano di più e quelli che giocano di meno, e questa è sicuramente la prima nota lieta e positiva del nostro mercato. È chiaro che sarebbe stato meglio averli nei primi giorni di gennaio anziché negli ultimi, però si è fatto di necessità virtù e si è fatto quello che si poteva fare, come ci siamo sempre detti durante quel periodo. Io credo che siano ragazzi che abbiano voluto fortemente sposare quello che è il mondo Cesena e questo secondo me è la base più importante e poi credo anche che possano essere un valore aggiunto per qualità tecniche e fisiche. È chiaro che per chi un motivo chi per un altro, forse escludendo Corazza, gli altri hanno un piccolo ritardo di condizione, dobbiamo essere bravi noi a gestirli nella maniera e nei minuti più idonei e corretti per loro. A livello numerico la differenza la fa l’ingresso di un centrocampista, di una mezzala offensiva, di qualità che è Castrovilli perché poi due punte sono uscite e due punte sono entrate, un esterno è uscito e un esterno è entrato. È vero che Castrovilli ha caratteristiche diverse, comunque complementari agli altri nostri centrocampisti, così anche le punte hanno caratteristiche come piacciono a noi e soprattutto Cerri ha una struttura che ti può permettere qualche idea diversa nella proposta di gioco, anche se poi Cerri e Vrioni sono anche bravi e abili a giocare con la squadra, che credo abbia dimostrato di essere una squadra che gioca a calcio con la palla a terra piuttosto che con la palla in alto”.
Quello di domani è il terzo turno infrasettimanale di questo campionato e, viste le tre partite in otto giorni, sì è parlato di turnover. “Stiamo facendo come sempre delle valutazioni per cercare di mettere una squadra nella maniera corretta, giusta e anche mettere i ragazzi che magari potrebbero partire dall’inizio nelle condizioni migliori però abbiamo ancora un giorno e mezzo praticamente per valutare. I ragazzi stanno bene, chi ha giocato ha recuperato, è chiaro che non abbiamo Castagnetti, però mi è successo di non utilizzarlo dall’inizio e quindi abbiamo soluzioni”. Soluzioni in merito alle quali, soprattutto in mezzo al campo, vista l’assenza del sopracitato Castagnetti, si è così espresso il tecnico dei bianconeri. “Arrigoni è un giocatore che sta crescendo, che ad Avellino ha sostituito Castagnetti negli ultimi dieci, quindici minuti. Francesconi è un giocatore che può fare quel ruolo in maniera diversa da Castagnetti perché, al di là del piede migliore, uno è mancino e l’altro è destro, hanno anche caratteristiche diverse. Francesconi è più di fisicità e Castagnetti è più di geometria. Però Bisoli in carriera ha fatto il play, Arrigoni nasce play e all’occorrenza si può mettere un centrocampo a due per cui durante la partita si possono variare tante cose, a inizio partita credo di avere le idee almeno oggi abbastanza chiare poi, come dicevo prima, manca ancora un giorno e mezzo. I nuovi stanno bene, ma non benissimo, e io penso che per giocare dall’inizio debbano essere più vicini al benissimo che al bene”.
