Tabanelli: “Ho fatto come l’Araba Fenice. Sì, pure io voglio tornare…”

L’ex bianconero si confessa: “A Lecce mi sono ripreso con gli interessi ciò che il destino mi aveva tolto in passato. Sapevo che i bianconeri avrebbero fatto un campionato di transizione…”
02.01.2020 13:00 di Flavio Bertozzi   Vedi letture
Tabanelli: “Ho fatto come l’Araba Fenice. Sì, pure io voglio tornare…”

Se non ci fosse bisognerebbe inventarlo. Signore e signori, riecco a voi il sempre più sorprendente Andrea Tabanelli.

Tabanelli, due anni fa la sua carriera pareva quasi a un punto morto. Poi invece…
“In effetti dal 2014 al 2017, il campo, l’ho visto poco. Pochissimo. Praticamente mi dividevo fra panchina e…ospedali. La sfiga mi perseguitava, senza sosta. Ad ogni ora del giorno e della notte. Poi però, all’improvviso, ad inizio 2018 il passaggio al Lecce mi ha cambiato la vita…”.

La sua ‘famosa’ visitina a Sarsina di fine 2017 ha avuto un effetto benefico. E balsamico…
“Vero, quel viaggetto della speranza mi ha portato bene (risata, ndr). A Lecce mi sono ripreso con gli interessi tutto quello che il destino mi aveva tolto in passato. A Lecce sono riuscito a vincere due campionati di fila. A trovare spazio in serie A. Ho fatto come l’Araba Fenice: sono rinato dalle mie ceneri…”.

Tabanelli protagonista in Paradiso: questo, due anni fa, poteva essere il titolo di un film di fantascienza. Invece…
“…invece è tutto vero. Merito sicuramente della mia costanza. Di un pizzico di fortuna. Ma, soprattutto, di mister Liverani. È stato lui a farmi diventare un centrocampista ‘vero’. Un centrocampista con gli attributi. Un centrocampista anche col vizietto del gol. Non smetterò mai di ringraziarlo. Così come non smetterò mai di ringraziare altri due miei vecchi condottieri che, a forza di darmi delle mazzate nei denti, mi hanno fatto diventare un uomo: Bisoli e Gattuso… ”.

Ora cosa chiede il ‘Taba’ a questo 2020 che ha appena emesso i primi vagiti?
“Tanta salute. Magari un altro mio gol in A. E poi, ovviamente, la salvezza del Lecce. Siamo arrivati alla sosta fuori dalla zona rossa. Ma la strada che porta alla Sopravvivenza è ancora lunga e tortuosa. Intanto, lunedì contro l’Udinese, proveremo a metterci in tasca altri tre punticini…”.

In serie C, il ‘suo’ Cesena, è arrivato alla sosta invernale solo a metà classifica. Deluso?
“No. Sapevo bene che questo, per il Cesena, sarebbe stato un campionato di transizione. Ora però vediamo se nel girone di ritorno i bianconeri riescono a fare qualcosa di meglio. Ai play-off bisogna andarci. Faccio il tifo per voi, oggi come ieri. Anzi, oggi più di ieri…”.

Voi ex bianconeri siete di una banalità disarmante: prima o poi volete tutti tornare all’ovile…
“Ma come si fa a non voler tornare a Cesena? Cesena è una piazza semplicemente fantastica. Una piazza che trasuda storia e passione da tutti i pori. Una piazza che vive di calcio. E poi… Cesena è casa mia. Un giorno mi piacerebbe chiudere lì la carriera…”.

Un giochino: ci dica  la sua miglior formazione bianconera del decennio che si è appena concluso.
“Antonioli in porta. Dietro, a destra, senza pensarci nemmeno un secondo metto Luca Ceccarelli. Renzetti terzino sinistro. Von Bergen e Volta centrali. Triade di centrocampo Parolo-Sensi-Kessie. Infine tandem Brienza-D’Alessandro dietro a Defrel. Che non è un vero bomber, ma che là davanti ci sa fare comunque. Poi lo so: ora Succi appena legge questa intervista mi chiama e si incazza che non l’ho messo nella Top 11…”.

Domandone finale: ma Tabanelli è ancora un pazzo scatenato?
“No, ormai ho messo la testa a posto. Da qualche mese sono diventato babbo. Nel 2021, udite udite, convolerò anche a giuste nozze con la ‘mia’ Sara. Sì, sto diventando vecchio. Ormai sono diventato un pantofolaio. Come sono lontani i tempi in cui ero il ‘bello e dannato’ di Casalborsetti. O il sex symbol del Cesena Calcio. Dopo Luca Ceccarelli, ovviamente…”.