Prima il ‘nevone’ poi un gol su calcio d’angolo. Valdifiori: “Un’incredibile fatalità”
A Cesena ha mosso i primi passi di una carriera che ha visto il suo apice ad Empoli. Proprio contro i bianconeri, scherzo del destino, ha messo a segno due dei quattro gol in carriera. Ora il percorso di Mirko Valdifiori dal calciatore è concluso, ma per lui Cesena-Empoli non è una partita come le altre.
Valdifiori, domani si chiude il girone d’andata: cosa ci dice delle sue due ex squadre?
“Il Cesena ha fatto un bellissimo girone di andata. La sconfitta di Catanzaro non ha compromesso una prima parte di stagione che ha permesso ai bianconeri di essere ad un passo dal secondo posto. Dall’Empoli, forse, ci si poteva aspettare di più. Con Dionisi sembra abbiano imboccato la strada giusta, è una squadra che dopo la retrocessione si è rinnovata, ha tanti giovani e serve tempo”.
Romagnoli e toscani dove possono arrivare?
“Per me il Cesena può puntare anche al secondo posto, o comunque provare a giocarsi le sue carte ai play-off. Parliamo di una squadra esperta, può contare sul ‘fattore Manuzzi’ e può crescere anche in trasferta. L’Empoli è un cantiere aperto, deve trovare quella continuità di risultati che è mancata”.
Dal suo esordio con la maglia del Cesena sono passati più di vent’anni…
“Ero un ragazzo che veniva dal settore giovanile e per me era un sogno che si avverava. Giocare a Marassi contro il Genoa, in uno stadio così, con uno spettacolare 3-3, è stato uno dei momenti più belli. Nel corso della mia carriera non ho avuto la fortuna di giocare sotto la curva Mare, che lascia sempre il segno e che anche da avversario ho sempre ammirato. Porterò sempre dentro quel giorno dell’esordio con la maglia del Cesena”.
Le è dispiaciuto chiudere anzitempo la sua avventura in bianconero?
“Sì. Ogni ragazzino quando fa parte del settore giovanile si ritrova a fare da raccattapalle ed ammira i suoi idoli lì, a due passi. Al Manuzzi quando io ero ragazzino c’erano giocatori come Confalone e Salvetti che ti facevano subito comprendere il senso di appartenenza cesenate. Purtroppo non è andata come immaginavo, ma con i ricavi della mia cessione il Cesena ha monetizzato ed ha costruito una nuova squadra per la C”.
I sette anni ad Empoli però l’hanno vista sbocciare…
“Come dico sempre, mi hanno preso da ragazzo e fatto diventare uomo. Lì ho raggiunto la nazionale, è la parte più importante della mia carriera”.
E con la maglia empolese, contro il Cavalluccio, ha pure messo a segno il suo primo gol in carriera…
“Eravamo nella parte finale del match, chiesi al mister se potessi andare in area non vedendo calciatori del Cesena pronti per la ripartenza. Nessuno mi ha seguito ed ho segnato di testa. Segnare al Cesena è stata una fatalità, ma ha rappresentato una grande emozione: da tanto aspettavo il primo gol, da dedicare alla mia ragazza e ai miei familiari”.
In questi giorni su tutta la Romagna è arrivata un’abbondante nevicata. Non come a dicembre 2012, però lei quel giorno dell’immacolata se lo ricorda bene…
“Forse con la neve doveva succedere qualcosa di straordinario (ride, ndr)”.
All’epoca Cesena-Empoli venne rinviata di un giorno per consentire di liberare il Manuzzi dalla neve. Poi lei realizzò un gol direttamente da calcio d’angolo sotto la Curva Mare…
“Quello era un grande Empoli, indirizzammo la partita subito nel verso giusto tanto da essere 0-3 nel primo quarto d’ora. Il mio gol nasce da uno schema, calciavo verso la porta cercando un tocco, in quella circostanza non arrivò e il pallone finì in porta. Colgo l’occasione per chiarire una cosa: ho esultato nel rispetto di me stesso, non ho mai avuto alcun rancore verso il Cesena che ringrazierò sempre per avermi fatto esordire nel calcio che conta”.
Su quattro gol totali realizzati in carriera, due li ha fatti proprio al Cesena.
“Si tratta di una incredibile fatalità. Lo ripeto, io ho sempre rispettato tutti e non ho mai cercato alcun tipo di polemica”.
