Mignani tra derby e mercato: “Credo che la società abbia dato mandato al direttore di provare a far qualcosa”

A Reggio si affronteranno due squadre reduci da filotti di risultati tutt’altro che entusiasmanti. I granata stanno scompaginando il proprio organico.
16.01.2026 16:30 di  Redazione TUTTOCesena   vedi letture
Mignani tra derby e mercato: “Credo che la società abbia dato mandato al direttore di provare a far qualcosa”

Senso di déjà-vu. Reggiana e Cesena arrivano al derby del Mapei sulla falsariga di quanto accaduto quasi un anno fa, all’inizio dello scorso febbraio: un recente ruolino di marcia scarno per entrambe, la necessità condivisa di tornare alla vittoria. Se il Cesena ha raccolto un solo punto nei tre abbordabili impegni con Juve Stabia, Catanzaro ed Empoli - dei quali due tra le mura amiche -, la Reggiana ha fatto persino peggio raggranellando solo un pareggio e ben cinque sconfitte nelle ultime sei giornate. È possibile che in Emilia ci sia clima di contestazione da parte dei tifosi di casa ed è da questo aspetto che comincia la conferenza stampa dell’allenatore del Cesena, mister Michele Mignani: “Credo che l’obiettivo nostro sia guardare noi stessi e non guardare gli altri sotto l’aspetto delle motivazioni. Per noi è una partita importante, per noi è un derby. Noi abbiamo bisogno di portare punti in classifica. Guardiamo la Reggiana sotto l’aspetto tattico: abbiamo cercato di capirne la qualità, le doti e i difetti. Faremo la nostra partita partendo da questi aspetti. Spesso quando una squadra viene da risultati negativi ci mette qualcosa di più”.

Primo incontro del girone di ritorno. Nel lato A del campionato furono i granata ad avere la meglio, con una disposizione del reparto avanzato che sorprese e mandò in tilt la linea difensiva disposta da Mignani. Il mister racconta quel che si attende di trovare dinnanzi domani. “Nella partita d’andata avevano fuori qualche giocatore, cosa che può aver condizionato la formazione schierata inizialmente. Io mi aspetto che giochino con una punta centrale, che possa essere Gondo o Novakovic, e due giocatori offensivi a fianco, che possono essere Portanova e Girma. Al di là di questo, noi ormai siamo collaudati. Mi aspetto una partita equilibrata come lo sono tutte, ma soprattutto di fare una grande prestazione”.

Un fattore cruciale è il recupero a pieno regime del califfo della mediana, Michele Castagnetti, nativo proprio della provincia reggiana e a mezzo servizio nelle ultime uscite a causa di una distorsione rimediata. “Castagnetti adesso sta bene. La settimana scorsa stava benino, non sapevo se fosse pronto per i novanta minuti e allora ho preferito far giocare chi era al cento percento. Per noi è un giocatore importante, lo è dalla prima partita che ha fatto per noi e glielo riconosciamo. È chiaro che ci sono momenti in un campionato dove anche i giocatori importanti possono mancare. Ed è chiaro che una squadra deve andare avanti, giocare, fare la propria prestazione anche se non ha giocatori importanti in campo.
Non da trascurare inoltre il fatto che questa settimana, contrariamente alla precedente, il Cesena non ha dovuto fronteggiare difficoltà logistiche negli allenamenti a causa della neve. “Quando vi ho parlato di una settimana non completa, non era certo una giustificazione o un alibi per la partita con l’Empoli. Ci mancherebbe altro, i nostri sono ragazzi sani, anche se saltano un allenamento. Però fare una settimana tipo ti permette di portare sul campo tutto quello che c’è da fare in funzione della partita, in preparazione della partita. Questa settimana l’abbiamo fatta nella maniera giusta, sono tutti a disposizione quindi andiamo a Reggio tutti quanti”.

Sarà fondamentale evitare ad ogni costo di subire ancora gol. Il Cesena non è una squadra che ne prenda chissà quanti più della media, il problema risiede nel fatto che il Cesena concede sistematicamente almeno un gol all’avversario di turno. Mister Mignani cerca di ribaltare la prospettiva con cui analizzare questo dato. “Da quando è iniziato il campionato, questa squadra ha quasi sempre dimostrato che anche se va sotto continua a proporre gioco. È chiaro che non vorrei andare sotto ma passare in vantaggio, però se vai sotto all’ultimo minuto diventa difficile, se vai sotto dopo venti minuti… Questa è una squadra che ha dimostrato di poter ribaltare partite e lo ha fatto”.

Sebbene la conferenza sia per lo più focalizzata sul derby, è impossibile non fare nuovamente menzione dei cambi operati da Mignani in corso d’opera nel match di sei giorni fa con gli azzurri. Perché non sono entrati attaccanti sebbene il risultato vedesse il Cavalluccio in svantaggio? Si è forse trattato di un messaggio subliminale inviato dal tecnico al direttore sportivo e alla proprietà in ottica calciomercato? Mister Mignani si difende da queste velate accuse facendo innanzi tutto un passo indietro. A Catanzaro, quando eravamo sotto abbiamo finito la partita tre punte: Shpendi, Olivieri e Blesa. E non abbiamo avuto il risultato che volevamo perché probabilmente abbiamo occupato male gli spazi in zona offensiva. Con l’Empoli avevo delle priorità in altri giocatori. Secondo me Celia e Bastoni sono entrati molto bene e hanno dato vitalità sulla fascia sinistra. Inoltre vedevo che Berti e Ciofi erano in debito d’ossigeno, facevano fatica, mentre gli attaccanti non avevano bisogno di fare grandi corse perché eravamo quasi sempre nella loro metà campo o nell’area di rigore. Dunque ho preferito inserire due giocatori diversi come Guidi e Magni.
Tutte le volte che faccio dei cambi, ovviamente consultandomi con i componenti del mio staff, li faccio in funzione di quel che penso possa essere migliorativo sulla partita e non perché ho dei vezzi o delle fissazioni. Oggi, avendo rivisto la partita, rifarei quello che ho fatto
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La nota dolente di un calciomercato partito a rilento, per usare un eufemismo, non può che essere tirata in ballo apertamente. L’organico andava irrobustito, invece in questi quindici giorni di trattative è stato ulteriormente scremato. C’è forse insofferenza da parte di Mignani a tutto ciò? Al trainer viene chiesto se si aspetta pure altre cessioni, risponde con il suo consueto aplomb. “Noi diamo la massima libertà ai giocatori, alla vita loro. Come è successo con Adamo, non possiamo tenere qualcuno contro voglia. L’importante è che non ce lo dica all’ultimo giorno di mercato perché poi diventerebbe difficile sostituirlo. Se domani qualcuno bussa alla porta del direttore per dirgli che non è contento di rimanere qua, noi faremo di tutto per lasciarlo andare. A patto che si trovi una soluzione alternativa, perché credo che già ora siamo una delle rose più strette di tutta la serie B.
Ad oggi non ho notizie in tal senso perché questo è un gruppo che sta bene insieme sia in campo che fuori. Bene o male non ci sono stati problemi con nessuno. Però, se dovesse succedere, accetteremo le conseguenze”
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E, come detto poc’anzi, sul fronte ingressi tutto tace malgrado le plateali esigenze di innesti. ‘Niente nuove, buone nuove’? In questo caso proprio l’esatto opposto. Mignani dice: “Non ho notizie perché ad oggi non ci sono notizie. Io credo che la società abbia dato mandato al direttore di provare a far qualcosa. Io mi confronto tutti i giorni con il direttore. Per quanto sia stracontento di quello che ho, io credo che tutte le squadre siano migliorabili: è chiaro che bisogna averne la volontà e la disponibilità per farlo.

Infine una chiosa sull’assurdo divieto di trasferta, imposto dalla prefettura di Reggio a tutti i residenti delle province di Forlì-Cesena, Rimini, Ravenna. Mignani prova a spendersi in favore dei tifosi bianconeri. Io invito chiunque a venire a vedere una partita al Manuzzi: non ci sono le barriere, ci sono un sacco di famiglie, un sacco di bambini. I nostri tifosi cantano dal primo all’ultimo minuto, quasi senza mai offendere nessuno. Ci sono tante cose che io non capisco, sarà un limite mio ma quando non capisco qualcosa faccio fatica anche a parlarne.