Angelini: “Il Cesena? Ha sempre il solito problema…”
A tu per tu con Giuseppe Angelini. Per parlare (soprattutto) del suo amato Cesena. Tra passato, presente e futuro.
Angelini, subito due nomi per la Serie A.
“Il Venezia va su sicuramente. Per l’altro nome sono indeciso tra Frosinone e Monza…”
E il Palermo?
“I rosanero possono ancora rientrare in corsa. Ma secondo me, la band di Inzaghi, non è così forte come le altre tre squadre che ho appena citato…”
Sampdoria, Spezia e Bari: al momento, queste tre big, sono ancora in zona rossa.
“Per me, di riffa o di raffa, alla fine si salveranno tutte. Tutte. Anche se…”
Anche se?
“Di queste pericolanti, quella che sta messo peggio, mi sembra il Bari…”
A che cosa deve puntare invece il ‘suo’ Cavalluccio?
“Il Cesena, nella prima parte di stagione, è riuscito a coprire coi risultati diverse magagne. Ora però, sfumato come previsto il sogno promozione diretta, bisogna cercare di essere realisti. Questo Cesena è da 7°-8° posto…”
Sabato sera c’era anche lei sugli spalti del Manuzzi. Che gara ha visto?
“Ho visto una bella gara. Il pareggio sarebbe stato forse il risultato più giusto, ma l’Empoli non ha rubato nulla. I toscani sono stati bravi prima a sbloccare il risultato e poi a resistere al ritorno dei bianconeri…”
Contro l’Empoli il Cesena ha avuto un possesso palla del 65%. Ma non è mai riuscito a buttarla dentro…
“È dallo scorso agosto che sappiamo che il Cesena, là davanti, ha la coperta corta…”
Diciamo pure cortissima.
“Dietro a Shpendi e a Blesa c’è il nulla. O quasi. Suvvia, sabato il Cesena doveva recuperare un gol ma Mignani ha deciso di non gettare nella mischia né Olivieri né Diao. Probabilmente non crede più in questi due attaccanti…”
E adesso che si fa?
“Speriamo che arrivi presto un nuovo attaccante in grado di regalare qualche gol (magari uno tra Moncini e Cerri, ndr)”.
Come giudica il lavoro svolto da Mignani in questo girone di andata?
“Vista la rosa a sua disposizione (rosa - ricordiamolo ancora - gonfia di lacune, ndr) sinora il mister bianconero ha fatto sicuramente un buon lavoro…”
Tre giocatori che le piacciono particolarmente di questo Cesena?
“Aspettando il ritorno del ‘vero’ Bisoli dico Klinsmann, Castagnetti e ovviamente Berti”.
A proposito di Berti: il Divin Tommaso è già pronto per il Grande Salto?
“Sono sincero: ora come ora non so rispondere a questa domanda…”
Come mai?
“La A è tutto un altro mondo rispetto alla B. Berti può sicuramente fare bene anche al piano superiore, ma bisogna vedere in che contesto lo inserisci. Nel calcio, di equazioni perfette, ce ne sono poche…”
Che ci dice di Francesconi?
“Dico che tra i cadetti ci può stare benissimo. Poi vabbè, magari non è ancora pronto per essere un titolare inamovibile di questo Cesena…”
Novità in vista per lei?
“Niente. Nulla. Zero assoluto. Sto aspettando assieme a Bisoli (Angelini è il vice dell’Uomo di Porretta, ndr) di salire su un treno in corsa. Al momento tutto tace, ma a breve qualcosa succederà…”
Chissà se un giorno la rivedremo ancora lavorare per il Cesena…
“A marzo farò 61 anni. Non sono più un ragazzino. Ma io ci spero sempre. Magari un giorno…”
Ci pensa mai a quella promozione raccolta nel 2019 a Giulianova?
“Spesso. Diciamo pure sempre…”
Più passa il tempo e più quella promozione assume valore, non crede?
“Dirigenti, giornalisti, tifosi, semplici leoni da tastiera: in troppi nel 2019 hanno dato per scontato quello che invece non era affatto scontato…”
Lei, subito dopo il risicato pari interno raccolto col Campobasso, si rese conto di aver rischiato l’esonero?
“In quel preciso istante no. Ma mesi dopo, dinnanzi a certe ‘situazioni’, ho… unito i puntini e capito di aver rischiato grosso. La società, dopo quell’1-1, è stata brava a rimanere compatta e a non perdere di vista la realtà…”
Una certezza granitica: non è mai facile ripartire dopo un fallimento.
“Non è certo un caso se, quell’anno, solo il Bari e il Cesena riuscirono a tornare tra i prof meritandosi la promozione sul campo. Modena e Reggiana, invece, furono ‘semplicemente’ ripescate…”
