Klinsmann a Cesena. Tra pregiudizi ed applausi
Lo scrivo? Massì, lo scrivo. Jonathan Klinsmann è uno dei tre migliori portieri della Serie B. Proprio così: uno dei tre migliori portieri della Serie B. Non a caso, tre club di Serie A – Cagliari, Torino e Sassuolo – starebbero pensando seriamente di portarsi a casa l’attuale numero uno bianconero in vista della prossima stagione. Non a caso, eh. Posso scrivere però anche un’altra cosa? Posso? Massì, che posso. Visto che, questo pezzo, porterà la mia firma. Visto che, sino a prova contraria, qui dentro posso scrivere quel cazzo che voglio. Allora, sarò franco: a me stanno pesantemente sui maroni tutti quei professoroni di borgata che – allo stadio, al bar, al ristorante, in posta, in banca, per strada, nella sala d’aspetto del dentista, sui social – ora tuonano ‘…troppo facile fare i complimenti solo oggi a Klinsmann. Troppo facile. Bisognava sostenerlo quando è arrivato a Cesena, il figlio Jürgen…’. Ecco, parliamone di questa nuova e malsana moda in salsa bianconera. Parliamone. Detto che il sottoscritto – a differenza di qualche altro suo più o meno blasonato collega – non ha mai sparato vagonate di merda preventiva sull’attuale numero del Cavalluccio, io anche col senno di poi mi sento di difendere tutti coloro (giornalisti, influencer, semplici leoni da tastiera) che nel febbraio 2024 nutrivano dei seri dubbi sulle reali potenzialità tra i pali di Klinsmann junior. Massì, avete letto bene: io mi sento di difenderli, quei ‘criticoni’. A spada tratta. Oggi più di ieri. Perché – non prendiamoci in giro – Jonathan è sbarcato in riva al Savio quando sul groppone aveva già (quasi) ventisette anni. Con un curriculum vitae non propriamente entusiasmante, non propriamente croccante, non propriamente invitante. Peraltro fortemente raccomandato da un noto personaggio – suo padre – tremendamente influente nella stanza dei bottoni bianconeri. Una certezza granitica, monolitica, inscalfibile: poco meno di due anni fa, una piazza ancora scossa per l’abominevole caso Lewis Junior (un caso che, non dimentichiamoci mai di questa cosa, ha ritardato di un anno esatto il ritorno del Cesena in Serie B costringendo peraltro il club bianconero a cambiare gli armadietti degli spogliatoi del Manuzzi…), aveva tutto il diritto di avere dei pregiudizi sull’operazione Klinsmann. Tutto il diritto, eh.
