Dio salvi la Regina. E pure Fabrizio Castori

L’ex trainer bianconero, primo in B con la sua Salernitana ‘targata’ Cesena, punta (di nuovo) alla serie A. In attesa di poter tornare magari a guidare il suo adorato Cavalluccio…
02.12.2020 10:30 di Flavio Bertozzi   Vedi letture
Dio salvi la Regina. E pure Fabrizio Castori
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© foto di Nicola Ianuale/TuttoSalernitana.com

Che Dio (o chi per lui) ci liberi il prima possibile dal Coronavirus. Dai virologi che vanno ospiti da Fabio Fazio. Dai vipponi di Alfonso Signorini. Dalla lotteria degli scontrini. Dai tormentoni al gusto di Natale dei Boomdabash. Da Giuseppe (e pure da Antonio) Conte. Allo stesso tempo… che Dio salvi la Regina. Le scollature di Elettra Lamborghini. Le canzoni di Francesco De Gregori. I film di Carlo Verdone. E pure un ‘certo’ Fabrizio Castori. Che - se qualcuno si fosse perso un passaggio - è primo da solo in serie B. Alla guida della rivelazione Salernitana. Una Salernitana che ‘profuma’ terribilmente di Cesena. Visto che in terra campana, oltre ai collaboratori Manolo Pestrin e Riccardo Bocchini, ci sono pure Andrea Schiavone, Tomasz Kupisz e Milan Djuric.
INVINCIBILE - Si potrebbe scrivere un libro di 5.000 pagine, sull’inossidabile Castori. Su questo essere mitologico metà uomo e metà panchina. Su questa araba fenice in salsa marchigiana che - più volte in carriera - è risorta meravigliosamente dalle proprie ceneri. Su questo allenatore di altri tempi (sanguigno, onesto, leale, umile, sincero, maledettamente simpatico) ma allo stesso tempo proiettato verso il futuro (fidatevi di me: molti fighettissimi mister under 40 di oggi dovrebbero andare a scuola di… modernità dal 66enne ex trainer del Cavalluccio). “Siamo primi, non i più forti - taglia corto il condottiero della Salernitana - abbiamo giocato appena 9 partite, non abbiamo fatto nulla”. Parole sante, santissime. Nel frattempo, però, non si poteva non celebrare questo grande nonno della panca che continua a stupire. A farci emozionare. Come ai vecchi tempi.
INNAMORATO - Cercherà di coltivare il suo sogno sino alla fine, Castori. Per poter riacciuffare quella serie A già assaggiata nella stagione 2015-16 col Carpi. Per i granata la strada che porta al Paradiso resta ancora lunga e tortuosa, certamente: trabocchetti e nuovi virus asiatici sono in agguato dietro l’angolo. Ma la mia speranza (e quella di tutto il popolo bianconero) è quella che l’Uomo venuto dalle Marche possa, fra qualche mese, di nuovo calcare i grandi palcoscenici. Questa volta nella caliente Salerno. Solo per un altro anno, però. Massimo due. Non di più. Perché Castori - è scritto nel destino - nel 2022 (o al massimo nel 2023) deve tornare a guidare il suo amato Cesena. Per riprendersi sul campo (magari con gli interessi) tutto quell’amore che quel vergognoso fallimento del 2018 ‘targato’ Giorgio Lugaresi gli ha tolto dalle mani. All’improvviso. Come nel peggiore degli incubi.