Cesena, senti Franco: “Ora ho sposato un progetto serio”

Il regista, fresco di divorzio, ha preferito firmare per un club che puntasse con maggior decisione il raggiungimento dei play-off.
08.08.2020 18:00 di Bruno Rosati   Vedi letture
© foto di Luigi Rega
Cesena, senti Franco: “Ora ho sposato un progetto serio”

Sono passati quindici giorni dalla rescissione del contratto che lo legava al Cesena sino a giugno 2021. Ora Domenico Franco è pronto a ripartire dalla Virtus Francavilla, in attesa che la società brindisina riprenda con gli allenamenti.

Ben trovato, Franco. Quando è maturata la sua scelta di lasciare Cesena?
“È accaduto tutto piuttosto in fretta, per la verità. Quando ho lasciato Cesena a seguito dello stop forzato di tutti i campionati, ero convinto che avrei continuato ad indossare la casacca bianconera. Invece è andata diversamente”.

Cosa l’ha convinta a trasferirsi? La lontananza da casa è stata un fattore determinante?
“La lontananza non è stata così influente. È da quando ho compiuto quindici anni che vivo da solo perciò posso dire di esserci abituato. Nella vita ognuno fa le proprie valutazioni. Certamente stare ad oltre un migliaio di chilometri dalla mia famiglia non mi conveniva. La Virtus Francavilla ha soddisfatto le mie esigenze”.

Alcune malelingue sostengono che il Cesena le avesse proposto di allungare il contratto allora in essere e che lei non abbia accettato.
“Dal Cesena non è pervenuta alcuna proposta. I media avevano parlato della necessità del club di spalmare gli ingaggi però, personalmente, non ne ho parlato con la dirigenza. L’anno scorso, questo posso dirlo, ho voluto fortemente venire a Cesena ed ho rifiutato offerte economicamente più allettanti. A 28 anni però sono nel pieno della mia carriera e non posso accontentarmi”.

De Feudis ha deciso più o meno forzatamente di chiudere con il calcio giocato. Capellini non verrà confermato. Lei ha rescisso. Pure Rosaia sembra che abbia le valigie in mano. Secondo lei, perché il Cesena ha scelto di smantellare il centrocampo, fiore all’occhiello del precedente organico?
“Faccio fatica a rispondere a questa domanda. Nel rapporto tra ogni singolo calciatore e la società entrano in ballo questioni sempre differenti. Però una cosa la voglio dire: mi è dispiaciuto molto per il dualismo, creato artificiosamente dalla stampa, tra me e De Feudis. Beppe è una grande persona e tra noi c’è sempre stato un ottimo feeling. Mi dispiace che abbia smesso ma sono convinto che si farà valere anche in questa nuova veste”.

Dopo un’estate sfavillante, cos’è mancato alla squadra nello scorso campionato?
“Non si è creata la giusta alchimia fra noi calciatori e l’ambiente circostante. Peccato, perché avremmo potuto fare molto di più. Alla prima partita in casa, contro la Vis Pesaro, avevamo giocato davvero molto bene sebbene il risultato sia stato negativo. Poi succede che perdi ingiustamente, per giunta vieni fischiato e a quel punto è normale che i ragazzi più giovani in rosa ne risentano. In ogni caso, il girone d’andata non è stato affatto da buttare”.

Il Cesena ha chiuso il 2019 con il suo gol sul campo dell’Arzignano. Il Cavalluccio si trovava a -2 dai play-off e a +8 dal play-out. A gennaio è arrivato un crollo improvviso. Qual è stata la ragione?
“La piazza non ha mai amato Modesto e ciò ha finito per influire sul nostro rendimento. Rimane un grande allenatore, un maestro di calcio e sicuramente farà carriera. A Cesena non è stato recepito. Aveva portato con sé un nutrito gruppo da Rende proprio per dare una mano a tutta la rosa, affinché fosse più rapido l’apprendimento del suo modo di interpretare la partita. La sua idea di gioco è adottata da pochissime squadre in questa categoria. Purtroppo il mister è stato massacrato sin dall’inizio. È andata così e ormai bisogna accettarlo”.

Prima di trasferirsi alla Virtus Francavilla, ha avuto il sentore che il Cesena stesse mettendo in atto un ridimensionamento? L’impressione che la società bianconera non punti alle prime posizioni della classifica?
“Io posso solo dire che con la Virtus Francavilla ho sposato un progetto serio ed ambizioso, che andasse incontro alla mia grande voglia di migliorare. Ho già lavorato in precedenza con il mister (Trocini, ndr) e conosco le sue metodologie. L’intelaiatura della squadra è la stessa da anni, infatti nelle ultime stagioni è sempre arrivata ai play-off.
A Cesena ho ravvisato troppa titubanza nella costruzione dell’organico, alla fine ho preferito guardarmi attorno”
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