REPUBBLICA.IT: Antonioli, il "nonno" paratutto

30.08.2010 09:42 di  Cesare Rubboli   vedi letture
REPUBBLICA.IT: Antonioli, il "nonno" paratutto
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© foto di Federico De Luca

Fabio Benaglia su Repubbllica.it prende spunto da alcune dichiarazioni di Antonioli per tratteggiarne un profilo che testimonia la stima di cui gode il portiere fra gli addetti ai lavori: 

"Come nasce il risultato più clamoroso del primo sabato di campionato? Dal silenzio di un portiere che rilascia più o meno un'intervista all'anno, incapace di fare violenza a uno stile fatto di silenzi e sorrisi, silenzi e parate. Francesco Antonioli è nato il 14 settembre 1969, unico fiero esponente degli anni 60 a popolare ancora il calcio di serie A. A un paio di curve dallo striscione dei 41 anni, è lui che ha fermato la Roma, scolpendo uno 0-0 che senza il piedone falese di Bogdani poteva addirittura trasformarsi in uno 0-1 clamoroso. Quelle stesse mani che scostano orgogliose divano e pantofole hanno respinto in serie: Totti, De Rossi, Vucinic, fino all'ultima incursione di Matteo Brighi. Eppure ha 41 anni: ventuno in più di Balotelli, cinque in più di Igor Campedelli, il suo presidente. Un anno fa si è rimesso in gioco in serie B a Cesena, la città dove vive e che gli regalò il primo palcoscenico da professionista nel 1990-'91. L'allenatore era Marcello Lippi, portieri una serie di futuri veteranissimi del nostro calcio: il 23enne Alberto Fontana e il 21enne Francesco Antonioli. Lippi in estate li fa partire alla pari, poi dopo le prime uscite di coppa Italia sceglie Fontana e Antonioli emigra al Monza. Per un curioso incrocio di aspiranti highlander, il ruolo di vice-Fontana fu rilevato da Marco Ballotta, un altro che in porta ha resistito al limite dell'osteoporosi. E vent'anni dopo, Antonioli fa ancora tendenza in serie A, col suo mutismo adolescenziale che resiste. "Perché parlo poco? Perché io sono così e non voglio cambiare. Non mi piace farmi troppa pubblicità, anche se so che questo mi ha negato una carriera ancora migliore". Il bello è che sono parole dette senza rancore, con l'animo sereno di chi dopo una vita in porta conosce la differenza tra fare carriera e sentirsi realizzato. Nell'ultima stagione in serie B il Cesena è stata la squadra con la migliore difesa dei campionati professionistici italiani (29 gol in 42 partite). "Per forza - tuonò Pierpaolo Bisoli alla fine - ho uno dei primi tre portieri del campionato. Di A, intendo. Solo Juve e Inter hanno un portiere più forte del mio". Forte, come no. Un lord in campo e fuori, certo. Però con quei 41 anni che stanno per arrivare, non si può barare, così il Cesena al suo fianco non ha scelto una riserva, ma gli ha piazzato un rivale: Diego Cavalieri, brasiliano ex Liverpool. Chissà Antonioli. "Non c'è problema, non è mica la prima volta che mi capita. Basta che ci sia onestà nello scegliere chi deve giocare, al resto ci penso io". Ha cominciato presto a pensarci. Ha cominciato a Roma, con i pensieri del Cesena che in una notte sono passati dal Pupone al puntone."