IL RESTO DEL CARLINO - Voto 10, per la lode ci vuole la vittoria numero 11
Decina sparsa. Nella tombola della serie A ad alzare la mano è il Cesena. Perché con la vittoria di Cagliari ha stabilito un nuovo record della propria storia in A: domenica il Cavalluccio di Ficcadenti è arrivato a dieci vittorie nel massimo campionato, non era mai successo. Nelle dieci precedenti annate nell’olimpo del calcio italiano gli era capitato al massimo di arrivare a nove, nell’anno più prolifico di sempre della storia bianconera: quello che permise alla formazione di mister Pippo Marchioro di conquistare la qualificazione alla Coppa Uefa; correva l’annata 1975-76.
Il traguardo tagliato a Cagliari impreziosisce ancora di più quanto di buono Antonioli e soci stanno costruendo e quel «10» è già entrato nella galleria storica. Tuttavia, anche per non sminuire quanto fecero allora gli uomini di Marchioro, questo risultato va ponderato con il loro: perché all’epoca c’erano solo 30 partite in serie A, non 38 come oggi. Meno tempo e occasioni a disposizione insomma per poter mettere sullo stesso piano il confronto tra un’annata finita in gloria e una che può —e questo punto deve — finire tra gli applausi. Inoltre all’epoca la vittoria valeva solo 2 punti, fattore che impreziosiva tutte le ‘x’ e non sempre dunque c’era la molla per gettare il cuore oltre l’ostacolo e cercare il successo a ogni costo. Come aiuto statistico si può guardare alla media migliore tra quel mitico 1975-76 e quello che è stato sinora nel 2010-11: allora quelle 9 vittorie in 30 partite (7 i brindisi in casa) valsero una media di una vittoria ogni 3,33 partite. Leggermente più alta quella del Cesena di Ficcadenti: 3,60. Ma si può ancora migliorare e avvicinare quella della squadra di Marchioro, la migliore dunque i sempre nella storia del Cesena: sconfiggendo il Brescia il Cavalluccio farebbe 11 successi in 37 gare, arrivando a 3,36, un soffio peggiore di quella da battere. E se nei prossimi due match, con le rondinelle e il Genoa, Antonioli e soci facessero addirittura sei punti stabilirebbero il record definitivo, perché la media migliorerebbe abbassandosi a 3,16. E vedendo come sta marciando recentemente la formazione di Ficcadenti, non sempre nemmeno un’ipotesi così lontana.
E qui appunto c’è una postilla da non sottovalutare. Perché questo campionato intanto ha già regalato anche il record di vittorie in trasferta in A per il Cesena: 4 (Brescia, Sampdoria, Bologna e Cagliari). E’ stato così migliorato il record che apparteneva all’annata 89-90, quando c’erano comunque anche in quel caso meno partite in calendario (34).
Una volta poi, nel 1988-89, il Cesena chiuse la stagione in salvo senza nemmeno una vittoria lontano da casa. Stavolta invece, se arriverà la salvezza, sarà servità spavalderia: quella che i bianconeri hanno saputo tirar fuori all’inizio, da matricola un po’ incosciente, ma soprattutto alla fine, da squadra matura. Insomma, da domenica scorsa è una stagione da dieci e lode, ma in realtà quest’ultima arriverà solo battendo domenica il Brescia in quel Manuzzi dove sono caduti in precedenza Milan, Lecce, Lazio, Cagliari, Chievo e Bari.
