IL RESTO DEL CARLINO - Vicini "E' un Cesena più tosto"

03.08.2011 12:23 di  Francesco Satanassi   vedi letture
Fonte: il resto del carlino
IL RESTO DEL CARLINO - Vicini "E' un Cesena più tosto"
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© foto di Federico De Luca

NON MANCA mai a una partita di cartello del Cesena, l’inseparabile signora Ines al fianco. Azeglio Vicini è un grande amico del Cesena. Lo dimostrò anche quando un disperato Edmeo Lugaresi gli chiese di dargli una mano e lui non si tirò indietro, salvando i bianconeri in pericolo retrocessione, lui che era stato commissario tecnico della Nazionale. Ora lo guarda crescere, giorno dopo giorno, in questo lungo percorso di avvicinamento al campionato. Quando gli si chiede un parere, non si tira mai indietro e lo confeziona con le tradizionali saggezza e competenza. Non senza una dovuta premessa.
«Devo per forza essere generico — confessa — difficile dare giudizi dopo venti giorni di preparazione e col gruppo che potrebbe cambiare ancora se partono Parolo e Giaccherini. Ho visto personalmente il Cesena contro due squadre di buona levatura (QPR e Penarol, ndr) ed ha fatto una discreta figura, giocando bene. E’ ancora presto, u n giudizio sarebbe affrettato, ma mi pare che le cose sinora siano state fatte bene. Giocatori come Mutu non si discutono, hanno la carriera a parlare per loro. Adesso magari non è brillantissimo, sa che è più importante fare bene in campionato che nelle partite di questi giorni».

Avrà notato lo straordinario entusiasmo dei tifosi che circonda la squadra, un elemento di fondamentale importanza, la marcia in più del Cesena anche nella scorsa stagione.
«La tifoseria bianconera è effettivamente il dodicesimo uomo in campo e non è il solito modo di dire. Tutti i calciatori ammettono che il Manuzzi ha una marcia in più e trasporta la squadra. Non dimentichiamo che c’è un nucleo storico da anni, gente che ha vinto tre campionati e cioè due veri e una salvezza che per il Cesena è come vincere il campionato. Cresce l’autostima, si creano gruppi compatti con obiettivi comuni, da perseguire con grinta. Sono poche le squadre che contano su tanti valori positivi».

Peccato che qualche giocatore possa partire, nonostante Giampaolo stia facendo di tutto per trattenerli.
«Gente che è cresciuta. E’ giusto che esplori altri ambienti e faccia altre esperienze se si sente pronta. Però attenzione. Devono essere ben sostituiti senza depauperare il valore del gruppo. A loro dico che troveranno maggior concorrenza, organici più corposi e quindi minore possibilità di giocare. A volte può convenire riaffermarsi e consolidarsi per un altro anno a Cesena per poi spiccare il volo. Qui sono stimati da tutti, sono leader, una percezione che dà entusiasmo e fiducia. Altrove non sempre è agevole mantenere questi vantaggi».

Marco Giampaolo sta facendo bene, forse è l’allenatore giusto per agevolare un salto di qualità di tutto l’ambiente.
«E’ un ragazzo giovane, ha alternato annate buone ad altre meno favorevoli, come tutti. Ha buona personalità e mi pare stia tessendo un ottimo rapporto con tutti, anche con la stampa, ed è sempre importante. Ha una grande occasione per rilanciarsi, Cesena è la piazza ideale».

Candreva e Guana sono altri colpi eccellenti. Come vede il Cesena rispetto allo scorso anno?
«Potrebbe fare meglio dello scorso anno, ma un giudizio definitivo è prematuro. Voglio vedere la squadra finita, per ora preferisco stare abbottonato. Di sicuro Campedelli ha raggiunto un obiettivo. Si è attirato l’attenzione della stampa nazionale con l’acquisto di Mutu: il Cesena è cresciuto nella considerazione di tutti. Quando hai campioni attiri l’attenzione dei mass media e anche altri giocatori vengono più volentieri. Sono regole non scritte, hanno grande importanza per la creazione di una squadra competitiva. Successe al Brescia con Baggio: c’erano altri bravi calciatori, ma Baggio attirava l’attenzione di tutti. Però non voglio aggiungere altro se no la prossima volta non ho niente da dire».
Giusto, mister, alla prossima