IL RESTO DEL CARLINO - Rizzitelli "Derby ultima spiaggia"
Da ex giocatore bianconero e da commentatore Sky chiamato spesso a seguire i romagnoli, come vede Ruggiero Rizzitelli la situazione del Cesena?
«Purtroppo non bene. Mi sembra che alla squadra manchino i leader, quei giocatori di personalità che sappiano prendere per mano i compegni nei momenti di difficoltà. Chiaramente i valori tecnici ci sono, è innegabile, ma nei momenti critici troppi giocatori tendono a nascondersi».
Con Arrigoni in panchina, nella gara contro il Lecce la squadra è sembrata in crescita, eppure è arrivata comunque una sconfitta. Soltanto sfortuna o c’è dell’altro?
«La sorte al massimo può incidere in un paio di partite, la situazione del Cesena dipende da altro. Contro il Lecce la squadra sicuramente è sembrata più vogliosa rispetto alle gare precedenti e prima del gol dei salentini aveva il pallino del gioco. Quello che preoccupa è la mancanza totale di reazione una volta in svantaggio. Mi sembra che manchi la cattiveria, troppi giocatori non si sono ancora resi conto di giocare in una provinciale. Purtroppo per salvarsi bisogna sudare e lottare su ogni pallone, non giocare in punta di piedi».
La gara di domenica potrebbe rappresentare l’ultima spiaggia per il Cesena?
«Direi proprio di sì. Innanzitutto perdere il derby sarebbe un brutto colpo dal punto di vista mentale e ambientale. Inoltre in caso di sconfitta i punti di distacco dalle concorrenti diventerebbero davvero troppi, il rischio sarebbe quello di uscire dalla lotta. Il Cesena per poter sperare ancora di salvarsi ha bisogno di quattro punti nelle prossime due partite, altrimenti sarà durissima anche considerando il calendario che attende i bianconeri».
Ma quindi nel Cesena è tutto da buttare?
«Ovviamente no. I bianconeri possono contare su una piazza strepitosa che sta lasciando lavorare la squadra in maniera abbastanza tranquilla. In altre realtà i giocatori non sarebbero potuti uscire di casa. Nonostante la classifica, poi, la qualità dei giocatori per salvarsi c’è ma serve una reazione, una scintilla che possa sbloccare alcuni uomini che stanno rendendo parecchio al di sotto delle loro possibilità. E poi non bisogna dimenticarsi di Antonioli: un portiere così ce l’hanno in pochi».
Se da un lato lei commenta spesso le gare del Cesena, dal lato rossoblù la voce ricorrente per Sky è quella di Giancarlo Marocchi. Come lo vede? Meglio in campo o dietro a un microfono?
«Marocchi è stato un signor giocatore e la sua carriera è lì a testimoniarlo. Commentare le partite non è per nulla semplice, ma mi sembra che se la cavi molto bene. Ha già dimostrato di essere molto bravo e competente, d’altronde c’erano pochi dubbi sul fatto che fosse un gran conoscitore di calcio».
