IL RESTO DEL CARLINO. Parfait, l'incompiuto: tante attese, poche garanzie

08.04.2013 14:49 di  Redazione Tuttocesena.it   vedi letture
Fonte: Nicola Marcatelli per Il Resto del Carlino
IL RESTO DEL CARLINO. Parfait, l'incompiuto: tante attese, poche garanzie
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© foto di Marco Rossi/Tuttocesena.it

Venti presenze a sette gare dal termine della serie B sono già un discreto quantitativo di minuti per fare un bilancio su uno degli attori che all’inizio erano poco conosciuti e sulle cui garanzie ci si interrogava. Ecco, le 20 partite di Louise Parfait in questo campionato bianconero lasciano il punto interrogativo su quelle garanzie che il centrocampo del Cavalluccio gli chiedeva e che poche volte sono arrivate.
L’ultimo esempio nel ko in casa del Brescia, due giorni fa: la gara stava per congelarsi sull’1-1, poi l’erroraccio dell’ex Ascoli che perde palla, il carneade Arias che innesca Caracciolo e il 2-1 che si materializza. Leggerezze che costano caro, perché fanno svoltare l’inerzia di un match probabilmente destinato al pareggio. Ma non è la prima volta che a compierle è il camerunense. Nel ko di Varese del 25 febbraio scorso quasi tutti ricordano la brutta uscita di Ravaglia sul gol del 3-2, ma la punizione da cui è nato il gol è figlia di un errore proprio di Parfait, che si fa soffiare la sfera e costringe la retroguardia del Cesena al fallo che poi condanna alla prima sconfitta del 2013.
Dovessimo accostarlo a una composizione sinfonica, il termine della celebre “incompiuta” pare calzare a pennello. Gli infortuni (ne ha avuti tre) ci hanno messo del loro, ma alla fine il suo è stato un campionato quasi sempre di alti e bassi, anche quando fisicamente era nelle condizioni ottimali: un paio di partite di buon livello, poi ecco Parfait steccare e in modo vistoso, tanto da penalizzare la squadra. Il leit motiv del suo campionato è stato questo e, sebbene manchino 7 partite, tutte preziose occasioni per smentire gli scettici e rilanciarsi, prevale più la delusione che la soddisfazione per le sue prove. Non è un caso che da due partite, pur essendo entrambi al top della forma, Pierpaolo Bisoli preferisca Tommaso Arrigoni al momento di schierare la formazione titolare: ha quattro anni in meno del camerunense, ma simili caratteristiche. Più sostanza che qualità è il loro comune denominatore.
Ironia della sorte, si sta ribaltando una delle scelte fatte nell’ultimo mercato estivo, quando tra il baby fatto in casa e il centrocampista scuola Genoa si era scelto di puntare proprio su quest’ultimo, spedendo Arrigoni alla Tritium. Ma questo fa ormai parte del passato: nel presente c’è una salvezza da mettere ancora in cassaforte e per farlo certe leggerezze devono essere bandite.