IL RESTO DEL CARLINO Mancini furioso attacca i giornalisti
Per come eravamo abituati, chi solitamente infiammava le conferenze stampa era Pierpaolo Bisoli, non certo chi come il vicepresidente Luca Mancini davanti ai microfoni è sempre stato esempio di equilibrio ed eleganza. Ieri però il dirigente ha quasi rubato la scena al nuovo tecnico quando con un intervento irruento ha attaccato i giornalisti in generale.
Uno sfogo improvviso, di certo fuori luogo e non nella sede opportuna (quella del ritorno del mister che ha portato in A il Cavalluccio), con questa introduzione: «La situazione economica del Paese è difficile - ha detto Mancini -, avete visto che perfino i club di A fanno fatica a fare il mercato? Quando sento dire che noi dirigenti bianconeri curiamo solo il nostro interesse personale, che siamo attaccati alle poltrone, mi girano le scatole». Poi Mancini ha alzato la voce: «I soldi nel calcio non si mettono via - ha gridato -, si rimettono. Si rimettono! Chi li ha, venga qui e li metta. Chi dice certe cose si deve vergognare». L'attacco è diventato specifico contro la stampa in diversi passaggi: «Guardate certe sciocchezze scritte su Facebook e ci riempite i giornali, nelle trasmissioni televisive poi passano messaggi su presunte cose che io avrei detto. Sono false ma non vengono smentite. No, non lo tollero». Chiamati in causa così genericamente, i giornalisti presenti hanno replicato invitandolo a dire a chi si riferiva, ma il vicepresidente non ha approfondito: «Io parlo in generale». E ha aggiunto: «Qui c'è gente che ne ha piene le scatole di sentire certe cose, per il Cesena lavoriamo quindici ore al giorno. Ho invitato decine di persone nel mio ufficio a parlare di calcio ma nessuno è venuto. Studiate i bilanci prima di dire le cose. La Juve paga Giaccherini a rate, lo sapevate questo? Qui c'è un clima da sotterfugio carbonaro, non mi va, sono stanco».
Il clima infuocato si è rasserenato solo quando il presidente Campedelli e il responsabile della comunicazione Andrea Agostini sono intervenuti riportando l'attenzione sul nuovo allenatore che doveva ancora iniziare il proprio intervento.
