IL RESTO DEL CARLINO. Il commento di Luca Serafini

LA SQUADRA SOMIGLI GIÀ AL SUO MISTER
20.08.2012 18:31 di  Giovanni Guiducci   vedi letture
Fonte: Il Resto del Carlino
IL RESTO DEL CARLINO. Il commento di Luca Serafini
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© foto di Marco Rossi/Tuttocesena.it
Sarà anche agosto, la luce è artificiale, ma si può già notare cosa può andare e cosa non fila. Per essere una squadra rivoluzionata, il Cesena è in linea con i tempi. In questo periodo, per un club reduce da un anno di batoste, fa bene anche vincere a briscola. Quindi i due passettini in Coppa devono essere i primi di una stagione dove presto bisognerà correre velocemente. La squadra ha già una caratteristica importante: gioca in profondità, ha la verticalizzazione facile, le fasce rapide e soprattutto nelle ripartenze sa come muoversi. In fase offensiva poi ci sono elementi che sembrano avere il colpo da gol in canna. Però quando bisogna fare la partita, girare palla, la manovra è ancora laboriosa e imprecisa. Vero, il Cesena è stato rifatto con il bisturi, quindi non si può pensare di muoversi a memoria come il Crotone che ha un telaio sincronizzato da tempo. Però occorrerà arrivarci. Il gruppo comunque è voglioso, compatto nella mentalità, sa reagire. Si notano le peculiarità del Campedelli giocatore, che Nicola ha portato anche in panchina. Ma "rimbalzano" anche i difetti più salienti: la fase difensiva (non solo quindi la retroguardia) tentenna e tanto, troppi i falli da "ritardo" nei pressi della propria area di rigore, si regalano agli avversari punizioni insidiose. Mancano autorità e sicurezza. Questa squadra deve ancora essere completata: in mezzo al campo serve assolutamente un altro giocatore forte fisicamente, stile Parfait. E dovrà arrivare un uomo per ognuno di quelli che partiranno, soprattutto al centro della retroguardia. Ravaglia poi dovrà dare sicurezza al reparto, non è più un monello e sabato non ha convinto affatto. Anche in C1 partì malissimo con la Reggiana, ma reagì in fretta. Da A invece il pubblico, oltre 6.000 abbonati (un mare dopo una retrocessione senza dignità). Dilapidare questo patrimonio sarebbe un suicidio.