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© foto di Marco Rossi/Tuttocesena.it
Sarà anche agosto, la luce
è artificiale, ma si può già
notare cosa può andare e cosa
non fila. Per essere una
squadra rivoluzionata, il
Cesena è in linea con i tempi.
In questo periodo, per un club
reduce da un anno di batoste,
fa bene anche vincere a
briscola. Quindi i due
passettini in Coppa devono
essere i primi di una stagione
dove presto bisognerà correre
velocemente. La squadra ha
già una caratteristica
importante: gioca in
profondità, ha la
verticalizzazione facile, le fasce
rapide e soprattutto nelle
ripartenze sa come muoversi.
In fase offensiva poi ci sono
elementi che sembrano avere il
colpo da gol in canna. Però
quando bisogna fare la partita,
girare palla, la manovra è
ancora laboriosa e imprecisa.
Vero, il Cesena è stato rifatto
con il bisturi, quindi non si può
pensare di muoversi a memoria
come il Crotone che ha un
telaio sincronizzato da tempo.
Però occorrerà arrivarci.
Il gruppo comunque è
voglioso, compatto nella
mentalità, sa reagire. Si notano
le peculiarità del Campedelli
giocatore, che Nicola ha
portato anche in panchina. Ma
"rimbalzano" anche i difetti più
salienti: la fase difensiva (non
solo quindi la retroguardia)
tentenna e tanto, troppi i falli
da "ritardo" nei pressi della
propria area di rigore, si
regalano agli avversari
punizioni insidiose. Mancano
autorità e sicurezza. Questa
squadra deve ancora essere
completata: in mezzo al campo
serve assolutamente un altro
giocatore forte fisicamente, stile
Parfait. E dovrà arrivare un
uomo per ognuno di quelli che
partiranno, soprattutto al
centro della retroguardia.
Ravaglia poi dovrà dare
sicurezza al reparto, non è più
un monello e sabato non ha
convinto affatto. Anche in C1
partì malissimo con la
Reggiana, ma reagì in fretta.
Da A invece il pubblico, oltre
6.000 abbonati (un mare dopo
una retrocessione senza
dignità). Dilapidare questo
patrimonio sarebbe un suicidio.