IL RESTO DEL CARLINO. I conti di Campedelli tornano anche senza l'addio a Parolo
Tirate le somme tecniche di quanto il calciomercato ha dato e tolto, In casa bianconera anche i dirigenti ricaricano le pile, mentre i ragionieri danno un’occhiata al bilancio delle compravendite.
Tralasciando la voce degli ingaggi, se ci si focalizza su acquisti e cessioni si rileva che il Cesena ha speso molto, ma ha anche incassato molto. E proprio questo ha permesso a Igor Campedelli di non farsi tentare nell’ultimo giorno di mercato dall’offerta del Cagliari per Marco Parolo, inferiore alla valutazione che il Cavalluccio dava al centrocampista.
Le cessoni effettive che hanno portato le casse della società in una condizione di salute sono state solo due, ma significative. Una, quella di Giaccherini (3 milioni di euro dalla Juventus per la metà) è storia di pochi giorni fa. L’altra, quella principale, si era invece formalizzata a fine giugno: il passaggio del cartellino di Yuto Nagatomo all’Inter. La valutazione del giapponese è stata di circa 12.5 milioni di euro, 2.5 dei quali investiti in alcuni giovani nerazzurri di talento(vedi Livaja e Garritano): ne restano dunque circa 10, che a regolari scadenze entreranno uno dopo l’altro nei conti correnti bianconeri.
Tralasciando al momento il fatto che non tutti questi soldi finiranno subito nel portafoglio del club di corso Sozzi, il Cesena ha incassato quindi circa 13 milioni di euro da questa finestra di mercato. E chissà a quanto sarebbe lievitata la cifra se anche Parolo avesse fatto le valige.
Sul fronte degli acquisti, da giugno a mercoledì scorso è stato un leit motiv notare che il Cesena non era mai stato così protagonista. Sia per i nomi — Mutu su tutti —, sia per certe spese: i 5 milioni per Eder sono stati la più significativa. Una scelta, quella di puntare forte sul brasiliano, in cui Campedelli crede moltissimo.
Il resto delle operazioni sono state su cifre basse, aspettando il momento giusto senza fretta. E’ il caso di Guana: il Palermo voleva una cifra elevata per la cessione del cartellino, i dirigenti del Cesena hanno aspettato e alla fine i costi sono stati contenuti. Un’uscita di rilievo semmai è stata Malonga (1,4 milioni), riscattato dal Toro. In totale, undici sono stati i milioni investiti negli acquisti, anche se ora, viste le mancate cessioni, un problema sarà la rosa (28 elementi) col suo cospicuo monte ingaggi. Il mercato però ha convinto gli addetti ai lavori, pur poco attenti nell’evidenziare che al di là di Mutu, Candreva, Martinez e degli altri sbarcati a Villa Silvia, il capolavoro vero è stata la cessione di Nagatomo, che ha permesso di non svendere Parolo.
