IL RESTO DEL CARLINO - I bianconeri non pungono, ma hanno imparato a segnare
Ora che la salvezza, facendo i debiti scongiuri, pare ormai a portata di mano, si può ben dire che più che il volume di fuoco è stata la mira a spingere a quota 37 punti il Cesena. In 34 giornate, i bianconeri hanno tentato 410 conclusioni di cui 115 indirizzate nello specchio. In tutta la Serie A soltanto il già retrocesso Bari ha inquadrato meno la porta (113 volte, ma su 375 tiri). Tutta la differenza sta però nella resa: il Cesena ne ha ricavato 32 reti (il 27,8% a segno), mentre ad esempio il Brescia, che pure ha centrato 147 volte lo spazio fra i pali, è fermo a 28 (il 19% di realizzazione). Su valori inferiori anche tutte le altre dirette concorrenti del Cesena: Sampdoria 23,1%, Parma 25,4%, Catania 26,2%, Lecce 27,4%. Il miglior indice ce l’ha Udinese: 33,7%.
L'Inter, prossima rivale dei romagnoli, è la squadra che ha effettuato più tiri (599), la capolista Milan viceversa quella che ne ha diretti di più in porta (204). Nel Cesena spicca il fatto che nell'ordine Giaccherini (75 tentativi in 32 gare), Parolo (55 su 32) e Jimenez (51 in 27) sono gli elementi che con più insistenza punzecchiano la porta avversaria. Da loro sono partite il 44% delle conclusioni degli undici di Ficcadenti. I più precisi nell'inquadrare lo specchio sono risultati essere l'ex Nagatomo (44,4%) e Malonga (43,5%) nelle loro 16 e 18 apparizioni. Sul fronte opposto, Antonioli ha effettuato sin qui 128 parate e incazzato 45 gol, che equivalgono a un 26% di percentuale di realizzazione subita; quasi due punti in meno del 27,8% fatto registrare dai bianconeri in fase offensiva. E pure questo è un dato che ha il suo peso.
