IL RESTO DEL CARLINO - Giampaolo "Dobbiamo aiutare Mutu"
«Mutu? Dobbiamo aiutarlo noi. Testa bassa e pedalare». Marco Giampaolo scippa un’immagine al ciclismo. Lo spread che separa il Cesena, inchiodato a un ossessionante zero in condotta, dalle altre concorrenti più o meno dirette si allarga quasi quanto quello fra bund e btp. Un disastro difficilmente ipotizzabile fino a una quindicina di giorni fa.
«Questa situazione si è creata dopo aver giocato tre partite in sette giorni. Sono cambiate la prospettiva e l’entusiasmo».
Il tempo stringe e il Chievo domenica non farà sconti.
«La squadra è viva e pulsante, ma la nostra classifica è inconfutabile e non cerco giustificazioni. Voglio uscire da questo angolo e analizzare con freddezza la partita di Milano».
Facciamolo, senza alibi.
«La gara è stata discreta, siamo andati sotto dopo cinque minuti, si poteva uscire a pezzi. Pesavano le sconfitte precedenti, si ripartiva in salita. Invece la squadra ha tenuto botta, ha reagito. Dobbiamo ripartire di lì».
Qualcosa di diverso avrà pur chiesto prima di scendere al Meazza.
«Avevo chiesto dignità professionale e loro hanno risposto bene, si sono spesi, hanno dato tutto, senza piangersi addosso né cercare alibi».
Vabbè, avrà capito se si tratta di testa o di tattica, ormai il tempo stringe.
«Non ci hanno aiutato gli episodi, ai ragazzi non ho rivolto le solite cose retoriche, risolveremo i nostri problemi lavorando ancora di più e meglio di quanto abbiamo fatto sinora. Il resto sono chiacchiere. Ripeto, testa sul manubrio e pedalare».
Non si vedono gli occhi della tigre.
«Non posso rimprovevare ai miei la mancanza di una grinta che non è il corpo a corpo in campo. Non fa parte di questi giocatori. Il primo gol del Napoli è un problema di attenzione, non di determinazione».
Insomma, medita di cambiare qualcosa?
«Il possesso palla e l’aggiustamento di ciò che abbiamo imparato in questi due mesi sono la strada da perseguire, migliorando i particolari, cercando più equilibrio e maggior pericolosità offensiva».
A proposito, Mutu non ingrana.
«Ci sono correzioni tattiche da fare, gli esterni devono capire meglio quando affiancarsi a lui. Dobbiamo lavorare su questi meccanismi».
Manca gente all’appello.
«Sarà fondamentale il recupero di condizione di Martinez, Ghezzal, Martinho e Rodriguez».
Quindi niente cambi di modulo.
«La squadra è costruita per giocare così, in questo momento devo darle certezze, migliorando le cose che curiamo dall’inizio. Cambiare significa improvvisare».
Rodriguez è piaciuto.
«Ha dato mestiere, uno spirito nuovo, ha riempito il campo e dato sicurezza, anche se in certe situazioni non è stato impeccabile».
Ceccarelli desaparecido?
«Faccio fatica a far giocare un destro a sinistra».
L’aria nello spogliatoio?
«Non è da prima in classifica, ho detto loro di non perderci in parole di circostanza e di lavorare seriamente come abbiamo sempre fatto. I risultati arriveranno».
