IL RESTO DEL CARLINO - Dopo Cesena-Chievo, cambiare gioco per salvarsi
Prevedibilità e immobilità eccoli i devastanti ingredienti di un Cesena nel primo tempo stucchevole, figlio di passaggi laterali senza sugo, di una manovra priva di sbocchi con fasce deserte e tre attaccanti vispi come monumenti . Se questo è il progetto calcistico di Giampaolo non è adatto, si va a finire male. Occorre cambiare come ha fatto il mister nella ripresa (il modulo nei numeri è rimasto quello ma è stato modificato il modo di proporsi) quando ha guadagnato profondità e forza con Bogdani. Chi è intelligente come il tecnico bianconero sa che tornare sui propri passi, rivedere la situazione non è sintomo di debolezza ma capacità di sapersi evolvere secondo situazioni reali. Con la punta di vigore al centro e gli esterni (Mutu comunque è giù fisicamente indipendentemente dal ruolo) più vicini è stata una ripresa intensa, a tratti esaltante.
Il Cesena del primo tempo non ha futuro. quello successivo se la gioca con tutti. Quindi serve un centravanti vero, altrimenti con una certa litania il primo a rischiare sarà proprio il mister; ed è quello di cui il Cesena non ha bisogno. Le alternative, le soluzioni le ha, la società le ha messe a sua disposizione come il tecnico ha sempre ammesso. Poi Mutu, il rumeno è giù di corda e non tanto per il rigore fallito. Non può fare la prima punta ma indipendentemente dal ruolo in campo adesso è fuori fase. I fischi del pubblico se li è meritati ma da lì un campione come lui deve ripartire e l’allenatore dovrà essere bravo a favorirne il decollo. La difesa, finalmente, con Rodriguez è più quadrata, sicura, Rientrando Antonioli avrà il suo totem. Insomma questo Cesena ha valori da salvezza e per ottenerla non importa se le idee saranno quelle originarie. A volte le correzioni non fanno bene solo nel caffè.
