IL RESTO DEL CARLINO - Cuttone, sarà anche il suo derby
Una grande carriera di calciatore in bianconero, una parentesi meno fortunata da allenatore in gialloblu. Per Agatino Cuttone il derby di sabato al Braglia tra Modena e Cesena potrebbe essere una gara dal sapore speciale, anche se lui, almeno a parole, dice di considerarlo un match come tutti gli altri che sta seguendo in queste settimane girando gli stadi della serie cadetta, dopo che in estate era girata la voce di un suo possibile ritorno alla Primavera canarina. Cuttone risponde al telefono dalla sua Cesena con grande cortesia, ma subito dice di non voler parlare delle polemiche e dell’esoonero di sette mesi fa: «E’ una cosa che appartiene al passato, è una cosa chiusa, non ci voglio tornare sopra assolutamente».
E allora parliamo del presente. Cuttone, cosa fa adesso?
«Guardo tante partite, non solo a Cesena ma giro diversi stadi. Sono stato anche al Braglia recentemente per vedere il Sassuolo. Diciamo che sono in attesa di ripartire e di ricominciare ad allenare. Offerte? Qualche contatto l’ho avuto, ma non c’erano i presupposti giusti e allora non è nato nulla di interessante».
Il derby tra Modena e Cesena cosa le dice?
«Che la vivrò da semplice spettatore».
Magari dal vivo?
«E perchè no? Penso che sabato potrei anche decidere di godermela al Braglia. Se tiferò per qualcuno? Non particolarmente, ripeto, se sarò allo stadio voglio godermi la partita e basta, anche se vivo a Cesena e calcisticamente ho passato gli anni migliori in bianconero».
Il Cesena l’ha già visto giocare quest’anno...
«Sì, sia con Campedelli in panchina che con Bisoli. Con la nuova gestione tecnica la squadra mi è parsa cambiata sotto l’aspetto della mentalità e della grinta, ed anche come equilibrio tattico».
Pensa che Campedelli abbia pagato a livello di esperienza?
«Questo non posso dirlo, il calcio ha sempre tante variabili. Certo che è indubbio che Nicola non sia stato nemmeno fortunato nella sua gestione, ha avuto a che fare con diversi infortuni e non ha avuto modo di lavorare come avrebbe voluto».
Di questo Modena invece cosa ci dice?
«Poco, nel senso che non l’ho ancora visto dal vivo. Per cui non mi sento di dare giudizi».
Immaginiamo che però conosca l’organico attuale dei gialloblu...
«Beh, quello certamente. E devo dire che i nomi per fare bene ci sono tutti. Una squadra più forte di quella dell’anno scorso? Non lo so, non dimentichiamo che il Modena negli ultimi anni ha sempre avuto ottimi organici: direi che l’aggettivo giusto da usare è completa, nel senso che è vero che ha due giocatori per ogni ruolo».
Marcolin?
«L’ho incontrato qualche volta da avversario sul campo, ho seguito la sua carriera da allenatore quando ha collaborato con Mancini e Mihajlovic, ma non lo conosco personalmente».
